La macchina elettorale è ufficialmente ripartita e in Puglia si prepara una tornata amministrativa di grande rilevanza. Il 24 e 25 maggio saranno, infatti, 54 i Comuni chiamati al rinnovo di sindaci e consigli comunali, in un passaggio che promette di incidere non solo sugli equilibri locali, ma anche sugli assetti politici regionali in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Le date sono state fissate dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, mentre la scadenza per la presentazione delle candidature è già segnata: 25 aprile.
Tra i dati più significativi c’è la presenza di 17 Comuni sopra i 15mila abitanti, nei quali si applicherà il sistema maggioritario a doppio turno: se nessun candidato sindaco supererà il 50% dei voti al primo turno, si tornerà alle urne per il ballottaggio il 7 e l’8 giugno. In questo gruppo rientrano anche due capoluoghi di provincia, Andria e Trani, osservati speciali per il peso politico che esercitano nell’intera Bat.
Cambia invece il quadro per Laterza e Latiano: il calo demografico certificato dal Censimento 2021 ha fatto scendere entrambi i Comuni sotto la soglia dei 15mila abitanti, determinando l’adozione del turno unico. Qui il sindaco sarà eletto direttamente senza ballottaggio.
Resta inoltre centrale il tema dei limiti di mandato: nei Comuni sopra i 15mila abitanti non è immediatamente ricandidabile chi ha già svolto due mandati consecutivi da sindaco, limite che sale a tre nei centri tra 5mila e 15mila abitanti. Nessun vincolo invece per i piccoli Comuni sotto i 5mila residenti.
I Comuni interessati
La geografia del voto attraversa tutta la regione. Nella provincia di Bari si voterà a Bitetto, Capurso, Conversano, Corato, Grumo Appula, Locorotondo, Modugno, Molfetta e Palo del Colle. Nella Bat urne aperte ad Andria, Minervino Murge e Trani. Nel Brindisino coinvolti Ceglie Messapica, Mesagne, San Vito dei Normanni, Torchiarolo e Latiano (quest’ultimo è uno dei due comuni, insieme a Laterza, ad essere sceso sotto i 15mila abitanti). Ampia la platea anche nel Foggiano, dove sono 11 i Comuni chiamati alle urne, tra cui Lucera e San Giovanni Rotondo, unici centri sopra i 15mila abitanti, a cui si aggiungono Cagnano Varano, Mattinata, Serracapriola, Ordona, Candela, Accadia, Casalvecchio di Puglia, Rocchetta Sant’Antonio e Monteleone di Puglia.
Record numerico nel Leccese con 21 centri coinvolti: si vota in città importanti come Casarano, Gallipoli e Tricase, ma anche ad Arnesano, Monteroni di Lecce e San Pietro in Lama, Gagliano del Capo, Ruffano, Castro, Presicce-Acquarica, Racale, Maglie, Martano, Melpignano, Caprarica di Lecce, Calimera, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Porto Cesareo, Sogliano Cavour e Uggiano . la ChiesaNel Tarantino riflettori su Manduria, Laterza, Fragagnano, Montemesola e Roccaforzata.
La «sconfitta dei partiti»
I grandi partiti non ne escono con una gran figura viste le fibrillazioni e gli annunci e le smentite che si sono sussegiti nelle ultime ore. Nei piccoli centri come Sogliano Cavour, nel Leccese, il sindaco uscente Giovanni Casarano ha ufficializzato la rinuncia al secondo mandato, indicando nell’assessora Giuseppina Nuzzaci la candidata alla successione. La sfida elettorale di maggio si configura come un confronto prettamente locale e civico: in questo piccolissimo comune, infatti, la competizione non vede protagonisti i simboli o i riferimenti dei partiti nazionali, ma si articola tra tre diverse liste civiche guidate dalla stessa Nuzzaci, da Angelo Polimeno e da Vincenzo Zuccaro.
Anche all’interno dei partiti tradizionali si registra una forte maretta, con Fratelli d’Italia nel Brindisino spaccata da veti incrociati e scontri tra vertici. A Ceglie Messapica, per esempio, il partito avrebbe «scaricato» il sindaco uscente Palmisano, ma è caos sul successore. E mentre il coordinatore provinciale Caroli ufficializza Giovanni Gianfreda citando un accordo romano, il coordinatore regionale Gemmato smentisce, rimarcando il ruolo decisionale del tavolo pugliese, e Palmisano stesso dice di aver ricevuto il beneplacito dal partito.
Così anche a Trani, dove l’attuale presidente del consiglio comunale, storicamente membro del Pd locale, si è candidato staccandosi però dal partito, che ha negato le primarie scegliendo, in sua vece, il dirigente scolastico Marco Galiano, con una evidente spaccatura in seno al centrosinistra del co-capoluogo della sesta provincia. Come succede anche a Casarano, dove addirittura si è giunti a 6 candidati allo scranno più alto.
I «big» in campo
In campo anche nomi di «big» locali: ad Andria Giovanna Bruno corre per il secondo mandato, osteggiata dall’unico competitor Sabino Napolitano; candidati anche parenti dell’eurodeputato Raffaele Fitto, Antonio (candidato a sindaco) e Felice (come consigliere) a Maglie; o ancora, molta attesa c’è nei confronti di Francesco Rogoli, segretario provinciale del Pd brindisino e da poco indicato come possibile successore al Comune di Mesagne del sindaco più amato d’Italia, Toni Matarrelli, attuale presidente del Consiglio regionale.