Home » Puglia » Sviluppo rurale, la Puglia traccia il bilancio di un decennio: 124 milioni di bandi attivi e spinta sui giovani

Sviluppo rurale, la Puglia traccia il bilancio di un decennio: 124 milioni di bandi attivi e spinta sui giovani

Si è conclusa nella cornice di Masseria Lama San Giorgio, a Rutigliano, la due giorni dedicata alle politiche di sviluppo rurale della Regione Puglia

Sviluppo rurale, la Puglia traccia il bilancio di un decennio: 124 milioni di bandi attivi e spinta sui giovani

Dieci anni di investimenti per cambiare il volto delle campagne pugliesi e una solida base finanziaria per proiettare il comparto verso le sfide europee. Si è conclusa nella cornice di Masseria Lama San Giorgio, a Rutigliano, la due giorni dedicata alle politiche di sviluppo rurale della Regione Puglia, che il 24 e 25 giugno 2026 ha riunito i vertici delle istituzioni comunitarie, nazionali e regionali, insieme al partenariato economico-sociale, per fare il punto sui programmi PSR 2014-2022 e CSR 2023-2027.

Il summit ha certificato lo stato di salute di un settore chiave: «L’agricoltura è la leva strategica dello sviluppo economico per la nostra Puglia – ha ricordato l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli –. In sede di comitato abbiamo registrato dati positivi, come la copertura dei pagamenti 2025 per gli interventi a superficie. Siamo nel pieno della programmazione: l’obiettivo ora è velocizzare la spesa e gettare le basi per la nuova PAC 2028-2034, che si muoverà su un fondo unico».

I numeri del CSR 2023-2027

Sotto la lente dei tecnici è finita la performance legata agli interventi agro-climatico-ambientali. Questa voce, con ben 431 milioni di euro di impegni vincolanti, rappresenta quasi la metà dell’intera dotazione finanziaria (pari a 1,84 miliardi) del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) 2023-2027. Ad oggi, a fronte di oltre 11mila domande presentate dagli agricoltori pugliesi, sono già stati trasmessi all’organismo pagatore Agea mandati per ben 78 milioni di euro.

Un risultato non scontato, arrivato dopo anni complessi segnati da emergenze fitosanitarie e geopolitiche, come ricordato dal Direttore di Dipartimento e Autorità di Gestione, Gianluca Nardone: «Il Programma di Sviluppo Rurale è stato un atto d’amore verso i nostri territori. Mi sono insediato nei giorni in cui l’infezione da Xylella mostrava i suoi effetti devastanti, poi sono arrivati il Covid e le guerre. Abbiamo trasformato queste crisi in opportunità per rendere la macchina amministrativa più tempestiva. Cooperazione, ascolto e semplificazione restano la nostra bussola».

Pacchetto bandi

Sul fronte dei finanziamenti, la Regione Puglia ha confermato che sono attualmente attivi avvisi pubblici per un valore complessivo di 124 milioni di euro. Tra le ultime novità pubblicate sui portali ufficiali figurano la cronologia dei termini per l’intervento “Investimenti produttivi forestali” (SRD15) e l’avviso per la “Partecipazione a regimi di qualità” (SRG03).

La vera svolta per il ricambio generazionale nelle campagne è attesa tuttavia per le prossime settimane. Entro la fine di luglio 2026 verrà infatti pubblicato l’avviso per l’intervento SRE01, specificamente finalizzato al primo insediamento dei giovani agricoltori. Subito dopo scatterà la misura complementare (SRD01) per sostenere gli investimenti e il rafforzamento delle aziende guidate dagli under 40. Nei mesi successivi, infine, saranno sbloccati i fondi per il ripristino dei muretti a secco (SRD04) e per la prevenzione dalle fitopatie e calamità (SRD06).

Il bilancio

La sessione si è aperta con il focus celebrativo “Coltivare il futuro: il racconto della Puglia rurale dal 2015 a oggi”, a cui ha preso parte anche il precedente assessore alla tutela rurale, Donato Pentassuglia.

Il dato più significativo emerso dal bilancio del decennio riguarda proprio il ringiovanimento delle campagne: grazie alle sottomisure del PSR, la Regione ha sostenuto l’avvio e la crescita di ben 2.388 nuovi giovani agricoltori. Storie concrete di innovazione tecnologica, filiere corte promosse dai GAL (Gruppi di Azione Locale) e diversificazione aziendale che, dai boschi alla trasformazione dei prodotti, hanno trasformato la Puglia rurale in un modello di resilienza economica.