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Sanità, si riunisce l’Unità di crisi in Puglia: Decaro bussa a soldi e l’assessore assiste da remoto

Primo incontro con il presidente e il mega dirigente Ettore Cinque, Pentassuglia solo in video. Arriva una delibera per ridurre la mobilità passiva

Sanità, si riunisce l’Unità di crisi in Puglia: Decaro bussa a soldi e l’assessore assiste da remoto

La sanità pugliese inaugura una nuova fase. Con la prima riunione dell’«Unità di crisi» sanitaria entra ufficialmente in funzione la cabina di regia voluta dal presidente della Regione, Antonio Decaro. Ma la vera novità politica e amministrativa è l’esordio del nuovo super dirigente della sanità, Ettore Cinque, chiamato a governare il dossier più delicato della legislatura: rimettere in equilibrio i conti senza compromettere i servizi ai cittadini.

La scelta di Decaro è chiara: rafforzare la guida tecnica della sanità e rendere permanente il controllo su spesa, organizzazione e risultati. Non un organismo consultivo, ma una struttura operativa destinata a seguire costantemente l’andamento del sistema sanitario regionale e assicurare un’unica linea di indirizzo tra Regione e aziende sanitarie.

Un dettaglio, durante la prima riunione, non è passato inosservato. L’assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, ha partecipato in videocollegamento, mentre al tavolo operativo sedevano il presidente Decaro, il nuovo direttore del Dipartimento Salute, Ettore Cinque e i vertici della struttura regionale. Un’immagine che restituisce plasticamente la nuova organizzazione della governance sanitaria, con un ruolo sempre più centrale affidato alla cabina tecnica chiamata a monitorare ogni scelta strategica. L’agenda del primo incontro è quella delle emergenze.

Riflettori puntati sul rafforzamento del sistema di emergenza-urgenza, con particolare attenzione al 118 e ai pronto soccorso nelle aree a maggiore afflusso turistico, sull’avvio della seconda fase del piano di abbattimento delle liste d’attesa e sulla riduzione della mobilità passiva per limitare i «viaggi della speranza» dei pugliesi verso gli ospedali di altre regioni per prestazioni che possono essere garantite anche in Puglia.

Il banco di prova più impegnativo resta però quello dei conti. La Regione dovrà assorbire l’aumento della spesa legato al rinnovo dei contratti del comparto sanitario, a quello ormai imminente della dirigenza medica e alla crescita della spesa farmaceutica. Una pressione finanziaria che rischia di allargare ulteriormente il divario tra le risorse del Fondo sanitario nazionale e i costi effettivi sostenuti dalle Regioni.

Non a caso Decaro ha rilanciato l’allarme già lanciato dal ministro della Salute. Orazio Schillaci, che ha chiesto al Governo cinque miliardi di euro aggiuntivi per evitare il progressivo indebolimento del sistema sanitario regionale. Un allarme che, nei mesi scorsi, era stato evidenziato anche dalla Corte dei Conti, secondo cui la crescita dei finanziamenti statali non tiene il passo con l’aumento della spesa sanitaria. È in questo scenario che si misura la sfida affidata a Ettore Cinque.