Riorganizzazione della rete d’emergenza estiva, fase due per l’abbattimento dei tempi d’attesa, delibere d’urgenza contro i «viaggi della speranza» e scontro politico sul disavanzo di bilancio. È un’agenda complessa e incandescente quella emersa dalla prima riunione dell’Unità di Crisi sulla sanità, convocata e presieduta oggi pomeriggio dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
Al vertice hanno preso parte l’assessore regionale alla Salute, i direttori del Dipartimento Sanità, il capo di gabinetto e i vertici di ARESS per tracciare la rotta sul breve e medio periodo per il sistema sanitario regionale.
La strategia
I primi provvedimenti operativi riguarderanno tre pilastri fondamentali:
- Emergenza-Urgenza estiva: L’Unità di Crisi ha impostato una riorganizzazione del 118 e dei Pronto Soccorso per reggere l’impatto dei picchi di accessi legati alla massiccia affluenza turistica nella regione.
- Fase due sulle liste d’attesa: Dopo il ciclo di sperimentazione iniziale, la Regione è pronta a mettere a regime le misure strutturali di abbattimento dei tempi di prenotazione ed erogazione delle prestazioni.
- Stop alla mobilità passiva: Sono pronte all’approvazione diverse delibere finalizzate a ridurre le uscite economiche della Puglia verso la sanità di altre regioni. Si punta a trattenere sul territorio le cure ordinarie non salvavita, che possono essere svolte nelle strutture locali.
«Stiamo per approvare delibere che ridurranno i cosiddetti viaggi della speranza per attività non salvavita, che si possono erogare tranquillamente nella nostra regione», ha spiegato Decaro.
La replica al sottosegretario Gemmato
A margine del tavolo di lavoro, Decaro ha risposto alle polemiche sollevate dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, in merito alla presunta assenza di dialogo sul risanamento del deficit di bilancio: «Da quando mi sono insediato ho ricevuto soltanto attacchi politici legati al disavanzo. La collaborazione deve essere bilaterale. Sento il ministro Schillaci settimanalmente, lavoriamo con i ministeri affiancanti come il MEF e con l’Agenas sul piano di rientro. Sono assolutamente disponibile a lavorare anche con il sottosegretario Gemmato: è pugliese e dovrebbe avere il nostro stesso interesse».
«Servono 5 miliardi in più a livello nazionale»
Riguardo al quadro finanziario e all’aumento dei costi indiretti — tra cui i rinnovi dei contratti di categoria annunciati dal governo e la transizione di diversi farmaci dalla spesa ospedaliera a quella al banco — il Governatore ha rilanciato l’allarme per la tenuta dell’intero Servizio Sanitario Nazionale.
«Per evitare il crollo della sanità pubblica occorrono 5 miliardi di euro in più sul Fondo Sanitario Nazionale», ha rimarcato Decaro, richiamando recenti moniti della Corte dei Conti. «C’è un divario strutturale tra le risorse trasferite dal governo centrale e i costi reali sostenuti dalle Regioni per garantire i servizi ai cittadini».

