Il presidente statunitense Donald Trump ha tracciato la rotta della politica estera americana nel suo discorso all’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Un intervento caratterizzato da toni perentori su sicurezza internazionale, economia e sviluppo tecnologico. Il passaggio più duro è stato riservato all’Iran. Trump ha posto Teheran di fronte a un’alternativa radicale: un accordo rapido sul nucleare o “l’annientamento della Repubblica islamica”. Accusando il regime di aver violato il cessate il fuoco e di compiere “atti di terrorismo” contro il traffico navale, il presidente ha invocato il completo isolamento economico del Paese, definendo la leadership iraniana “debole e disperata”.
Sul fronte ucraino, il leader della Casa Bianca ha assicurato che Washington sta lavorando a stretto contatto con Mosca e Kiev per una rapida conclusione del conflitto. Ricordando i 25 mila giovani che muoiono ogni mese al fronte, Trump ha ribadito la necessità di “fermare le uccisioni”, lasciando intendere di essere pronto a ricorrere a nuovi dazi per accelerare le trattative. Spazio anche alla rivoluzione tecnologica. Trump ha proposto di ridefinire l’intelligenza artificiale come “superintelligenza”, definendola una svolta epocale più impattante della Rivoluzione industriale. Respingendo qualsiasi freno o regolamentazione globale, ha rivendicato la leadership americana sulla Cina e assicurato che gli USA non ne limiteranno lo sviluppo.
Infine, il presidente ha rivolto un avvertimento a Cuba, definendola uno “Stato fallito” e preannunciando la fine del regime comunista grazie alla forte pressione diplomatica condotta dal segretario di Stato Marco Rubio.
