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Case di Comunità, in Puglia è scontro politico: l’opposizione attacca, la maggioranza si difende

Acceso confronto sulla disponibilità delle strutture chiamate a cambiare il volto della sanità territoriale, realizzate con i fondi del Pnrr

Case di Comunità, in Puglia è scontro politico: l’opposizione attacca, la maggioranza si difende

La polemica sulle Case di Comunità non si spegne, anzi s’inasprisce. All’indomani della conferenza stampa con cui Fratelli d’Italia aveva acceso i riflettori sui ritardi nell’attuazione della sanità territoriale finanziata dal Pnrr, la maggioranza regionale passa al contrattacco, riaprendo uno scontro che va ben oltre lo stato di avanzamento delle opere e investe direttamente il Governo nazionale e la gestione del Piano di ripresa e resilienza. Ne nasce un duro botta e risposta che conferma come la sanità sia tornata al centro della battaglia politica pugliese, con il Consiglio regionale monotematico del 14 luglio sempre più vicino.

Lo scontro

Ad accendere il confronto sono i capigruppo della maggioranza Stefano Minerva (Pd), Marco Galante (Movimento 5 Stelle), Giuseppe Tedesco (Prossima) e Giuseppe Tupputi (Per la Puglia), insieme al coordinamento regionale di Alleanza Verdi e Sinistra. La replica agli esponenti di Fratelli d’Italia è frontale: le Case di Comunità, sostengono, esistono grazie al Pnrr voluto dal Governo Conte II, proprio quel Piano che il partito di Giorgia Meloni contestò fin dall’inizio. «Se fosse stato per loro – affermano – oggi non ci sarebbero le Case di Comunità e l’Italia avrebbe rinunciato agli investimenti europei destinati a rafforzare la medicina territoriale». La maggioranza rivendica il lavoro svolto dalla Regione, ricordando che in Puglia sono previste 83 Case di Comunità, cardine della nuova assistenza territoriale. Ma individua anche il principale ostacolo ancora da superare: il personale. Per il campo largo il rischio concreto è che le nuove strutture restino semplici «scatole vuote» se il Governo non metterà a disposizione le risorse necessarie per assumere medici, infermieri e specialisti. Da qui l’affondo contro il ministro della Salute Orazio Schillaci, accusato di aver ritirato il decreto sulla riforma dell’assistenza territoriale senza affrontare il nodo del reclutamento.

La replica

La risposta di Fratelli d’Italia arriva poche ore dopo ed è altrettanto netta. Per i consiglieri regionali meloniani, chi oggi rivendica la paternità del Pnrr dovrebbe anche assumersi la responsabilità della sua attuazione. «Avete voluto quel Piano e in questi cinque anni avreste dovuto seguirne passo dopo passo la realizzazione, visto che la gestione della sanità spettava proprio alle Regioni». L’opposizione sottolinea inoltre come il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr sia stato possibile grazie al lavoro della Struttura di missione della presidenza del Consiglio e chiama direttamente in causa l’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia, invitandolo a chiarire il contributo del Governo nazionale. Ma soprattutto rilancia con una serie di interrogativi destinati ad alimentare il confronto: saranno davvero completate tutte le 83 Case di Comunità annunciate dalla Regione? E che fine hanno fatto i 38 Ospedali di Comunità previsti dal Piano nazionale? Questioni che, secondo Fratelli d’Italia, attendono ancora risposte puntuali. Il partito torna inoltre a spiegare le ragioni dell’astensione espressa nel 2021 sul Pnrr, sostenendo che già allora esistessero forti dubbi sulla concreta realizzabilità del Piano e sul rischio di dover restituire parte delle risorse europee. Un giudizio che, secondo Fratelli d’Italia, troverebbe oggi conferma nelle difficoltà che stanno accompagnando l’attuazione della riforma della sanità territoriale. La sanità territoriale diventa così il nuovo terreno dello scontro politico regionale. Da una parte la maggioranza accusa il Governo di finanziare le strutture senza garantire il personale necessario a renderle operative; dall’altra Fratelli d’Italia attribuisce alla Regione ritardi, carenze organizzative e mancanza di trasparenza nell’attuazione del Pnrr.lil.iac.