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La crisi del lavoro in Puglia, Di Sciascio: «Puntare sulla formazione per creare vera occupazione» – L’INTERVISTA

Formazione e lavoro devono viaggiare verso uno stesso obiettivo. Non possono essere distanti, ma consequenziali. Parla Eugenio Di Sciascio

La crisi del lavoro in Puglia, Di Sciascio: «Puntare sulla formazione per creare vera occupazione» – L’INTERVISTA

Formazione e lavoro devono viaggiare verso uno stesso obiettivo. Non possono essere distanti, ma consequenziali: se si avviano processi formativi non devono puntare a una «occupabilità ma all’occupazione», afferma l’assessore regionale al Lavoro, Eugenio Di Sciascio, in riferimento alla nota dei sindacati che esprimono «fortissima preoccupazione per la grave situazione di stallo in cui versa il comparto della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro nella nostra regione».

Assessore cosa sta succedendo?

«Nulla di particolare se non un processo naturale di scadenza di bandi legati al Pnrr e l’attivazione di altri che stiamo portando avanti, il tutto nella prospettiva di cambiare le regole del gioco».

E quale sarebbe?

«Contiamo con la fine dell’estate di presentare la nostra proposta sulla formazione professionale che non può puntare su continue proroghe, ma deve avere obiettivi chiari, fondi precisi e definire nuove strategie. Basta con le sovvenzioni a pioggia, bisogna avere una finalità, quella di trovare un lavoro dopo la formazione».

Intanto, Meloni torna sul salario minimo e sulla condizione peggiorativa in Puglia dopo al norma regionale?

«Quella norma non è stata da noi approvata e non m’interessa questa gara a chi fa meglio, ma la presidente del Consiglio dimentica che i livelli salariali è un problema del Paese. Noi stiamo facendo la nostra parte, anche con Arpal puntando ad avere annunci di lavoro secondo principi sacrosanti di chiarezza sulle retribuzioni. Poi, invito il Governo ad evitare inutili polemiche e lavorare insieme per migliorare realmente le condizioni contrattuali».

E come si possono migliorare?

«Partiamo da una condizione svantaggiata: mediamente abbiamo salari bassi in tutti i settori, poi serve garantire trasparenza nelle retribuzioni e magari maggiori controlli».