Parte la grande riorganizzazione della macchina regionale pugliese e, dietro il linguaggio tecnico degli avvisi pubblici, si apre una delle partite più politiche della nuova era targata Antonio Decaro. La giunta regionale ha dato il via libera a 16 bandi per selezionare i nuovi vertici amministrativi dell’ente: tredici direttori di Dipartimento, il segretario generale della Presidenza, quello della Giunta e il responsabile della struttura autonoma «Attuazione del Programma». Una rivoluzione che segna il debutto operativo del nuovo modello organizzativo “Maia 2.0”. L’obiettivo ufficiale è rendere la Regione più efficiente, moderna e coerente con le linee strategiche del nuovo governo regionale.
L’altro aspetto
Quello politico, invece, è molto più chiaro: costruire una nuova catena di comando amministrativa allineata alla presidenza Decaro e archiviare progressivamente l’assetto ereditato dall’era Emiliano. I tredici dipartimenti rappresentano il cuore della macchina regionale: sanità, bilancio, sviluppo economico, ambiente, infrastrutture, welfare, lavoro, agricoltura, turismo, transizione digitale e fondi europei. Caselle decisive non solo sul piano amministrativo, ma anche nella gestione di miliardi di euro tra Pnrr, fondi europei e sanità. Quasi tutti gli uscenti avrebbero già presentato domanda, ma le riconferme sono tutt’altro che automatiche. Ed è proprio qui che si misura il cambio di fase politico voluto dal nuovo governatore. Tra i dossier più delicati c’è quello della sanità. Il futuro del direttore del Dipartimento Salute Vito Montanaro appare infatti appeso a un filo. Montanaro è considerato uno degli uomini chiave che hanno retto il sistema sanitario pugliese negli anni più difficili della pandemia. Ma il terremoto provocato dal buco sanitario da oltre 350 milioni di euro ha cambiato gli equilibri. La scelta della Presidenza di creare una speciale commissione di monitoraggio della spesa sanitaria e una struttura autonoma dedicata ai controlli finanziari sulle Asl viene letta nei corridoi della Regione come una sorta di commissariamento politico e tecnico del Dipartimento Salute. Non solo sanità. La partita riguarda anche altri settori strategici. Decaro starebbe valutando un ampio turnover ai vertici di sviluppo economico, bilancio, ambiente, cultura, formazione e lavoro, puntando su nuovi profili tecnici e amministrativi.
Le ipotesi
Tra i nomi che circolano spuntano figure provenienti dall’esperienza del Comune di Bari, come Roberto Covolo per l’agricoltura e Pompeo Colacicco per urbanistica e territorio. La selezione sarà aperta a dirigenti regionali, manager pubblici, esperti del settore privato, docenti universitari, magistrati e avvocati dello Stato. Le candidature dovranno essere inviate attraverso la piattaforma nazionale «inPa» entro trenta giorni dalla pubblicazione degli avvisi. Formalmente si tratta di una procedura amministrativa. Politicamente, invece, è il primo vero test della nuova governance regionale. Perché con Maia 2.0 Decaro non sta soltanto cambiando organigrammi e dipartimenti: sta riscrivendo gli equilibri del potere burocratico pugliese.Lil.iac.










