Le dimissioni di Graziamaria Starace aprono ufficialmente la prima crepa politica nella giunta guidata da Antonio Decaro e riaccendono il risiko interno alla maggioranza di centrosinistra. Per il momento il presidente della Regione ha assunto ad interim la delega al Turismo, ma il futuro della casella rimasta vacante continua ad alimentare riflessioni e ambizioni, seppur ancora sottotraccia, tra le forze della coalizione. Il clima, almeno pubblicamente, resta quello della prudenza.
Nella maggioranza prevale la linea della compattezza e dell’apprezzamento per il passo indietro compiuto dall’ex assessora di Vieste. Un gesto definito responsabile e rispettoso delle istituzioni, mentre sullo sfondo resta aperto il nodo politico: lasciare la delega al presidente oppure procedere con una nuova nomina. Una decisione che potrebbe incidere sugli equilibri interni della coalizione e sul delicato bilanciamento territoriale e di genere dell’esecutivo regionale.
I candidabili
Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza negli ambienti della maggioranza figurano quelli della presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, della consigliera brindisina Isabella Lettori, dell’assessora al Lavoro Elisabetta Vaccarella, già protagonista dell’esperienza amministrativa al Comune di Bari, e della consigliera regionale Rossella Falcone, esponente del Pd e imprenditrice del settore turistico.
Proprio quest’ultima ipotesi, tuttavia, rischierebbe di riaprire il dibattito sul possibile conflitto di interessi che ha accompagnato la vicenda Starace. Al momento, tuttavia, a prevalere sembra essere la linea dell’attesa. Non viene escluso che Decaro possa mantenere stabilmente l’interim al Turismo, replicando quanto già avvenuto durante la sua esperienza da sindaco di Bari, quando per anni governò con una giunta non al completo.
I partiti del centrosinistra hanno scelto una linea comune: solidarietà all’ex assessora, difesa del principio garantista e apprezzamento per la decisione di rimettere le deleghe nelle mani del presidente. Il Pd ha sottolineato come le dimissioni non fossero un passaggio obbligato, ribadendo che un avviso di garanzia non può trasformarsi automaticamente in una condanna politica. Prossima ha definito il passo indietro un gesto di responsabilità istituzionale e di tutela della propria famiglia, mentre il Movimento Cinque Stelle ha invitato a evitare polemiche e a mantenere la coesione della maggioranza in una fase particolarmente delicata.
Di segno opposto le reazioni del centrodestra. Fratelli d’Italia parla della prima vera difficoltà politica della giunta regionale, evidenziando come, a soli cinque mesi dall’insediamento, l’esecutivo perda già un proprio componente per una vicenda giudiziaria. La Lega, invece, giudica inopportuna la nomina dell’ex assessora, sostenendo che sarebbero servite verifiche più approfondite prima dell’ingresso in giunta.
