Cresce l’incertezza attorno alle condizioni di salute di Mojtaba Khamenei, nominato nuova guida suprema dell’Iran a seguito dell’uccisione del padre Ali Khamenei avvenuta nel raid congiunto di Stati Uniti ed Israele dello scorso 28 febbraio. Secondo quanto rivelato dal portale d’opposizione IranWire, che cita due fonti vicine all’amministrazione del presidente Masoud Pezeshkian, il leader religioso non avrebbe più incontrato alcun esponente del governo né si sarebbe mai mostrato in pubblico dal giorno dell’attacco, limitandosi esclusivamente a comunicati scritti. All’interno dei vertici del regime si starebbero diffondendo con insistenza indiscrezioni che descrivono le sue condizioni come estremamente critiche: «Non ci sorprenderemmo se presto venissimo a conoscenza della notizia del suo martirio», ha riferito una delle fonti anonime della testata con sede a Londra.
Sul fronte diplomatico e militare, Iran ed Oman hanno intanto definito un’intesa relativa alle nuove rotte di transito navale nello stretto di Hormuz, sebbene Teheran abbia precisato che le trattative si svolgono unicamente con la diplomazia omanita e senza alcun coinvolgimento degli Stati Uniti. Parallelamente, il presidente statunitense Donald Trump è tornato a pronunziarsi sul conflitto sostenendo che la guerra sia destinata a concludersi a breve ed allontanando le indiscrezioni sui timori relativi all’esaurimento delle scorte d’armamento statunitensi.
