La U Pilensionati Puglia si oppone all’ipotesi di aumento dell’addizionale Irpef regionale per coprire il disavanzo sanitario: il rischio concreto è che il peso del deficit venga scaricato sulle fasce più fragili, in particolare sugli anziani. «Scaricare il peso del deficit sanitario sui pensionati pugliesi è una scelta profondamente iniqua», afferma la segretaria generale Tiziana Carella, ricordando che molti anziani vivono con pensioni modeste, spesso attorno ai 700 euro, tra affitti, bollette e rincari della spesa quotidiana.
A peggiorare la situazione, denuncia il sindacato, ci sono le difficoltà di accesso alle cure: non è raro che visite ed esami vengano fissati a 70-100 chilometri dalla residenza. Un ostacolo insostenibile soprattutto per chi è solo e non dispone di supporto familiare. «Molti anziani soli sono di fatto costretti a rinunciare alle prestazioni sanitarie perché impossibilitati a raggiungere le strutture indicate», spiega Carella.
I numeri sulla rinuncia alle cure vengono definiti drammatici: in Puglia il 18,3% degli over 65 rinuncia alle prestazioni sanitarie, percentuale che sale al 24,8% tra chi è malato. Cresce così il ricorso alla sanità privata: nel 2024 la spesa diretta dei cittadini ha raggiunto 2,12 miliardi di euro, con una spesa pro capite salita da 280 a 543 euro.
Il quadro demografico, sottolinea la Uilp, impone di partire da un dato di realtà: al 1° gennaio 2026 in Puglia la popolazione over 65 ha raggiunto il 25,3%, superando la media nazionale del 25,1%. In pratica, un pugliese su quattro è anziano e una larga parte convive con patologie croniche, non autosufficienza e difficoltà negli spostamenti.
Critiche anche sui tempi di attesa: «Far attendere un grande anziano di 85-90 anni 10 o 18 mesi per un esame diagnostico equivale a negargli la possibilità di curarsi in tempo utile». La UIL Pensionati chiede quindi un ambito territoriale di tutela per gli anziani, prestazioni più vicine, criteri di priorità che tengano conto dell’età, assistenza domiciliare potenziata e l’attuazione concreta della sanità territoriale prevista dal Dm77.









