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Puglia, per trenta veterinari si apre la possibilità della stabilizzazione nelle aziende sanitarie

Pentassuglia resta prudente ma assicura che farà una ricognizione con le aziende sanitarie per il fabbisogno di personale nel servizio

Puglia, per trenta veterinari si apre la possibilità della stabilizzazione nelle aziende sanitarie

La maggioranza chiede di accelerare, l’assessore apre e l’opposizione rivendica il merito della norma nazionale. In Commissione sanità prende forma un’insolita convergenza politica sulla stabilizzazione dei medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati del Servizio sanitario regionale, una misura destinata a rafforzare la prevenzione nelle Asl pugliesi e a colmare una cronica carenza di dirigenti veterinari.

A portare il tema all’attenzione della Commissione, presieduta da Felice Spaccavento, è stato il consigliere regionale del Pd Domenico De Santis, che ha chiesto alla Regione di dare piena attuazione al comma 940 della Legge di Bilancio 2026. La norma consente ai medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati, in possesso dei requisiti previsti e previo giudizio di idoneità, di essere inquadrati nei ruoli dirigenziali del Servizio sanitario nazionale.

I numeri

In Puglia i medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati sono circa un centinaio, ma secondo le stime del settore sarebbero una trentina quelli in possesso dei requisiti previsti dalla legge per il passaggio alla dirigenza. Il numero definitivo, tuttavia, sarà definito solo dopo la ricognizione dei fabbisogni che la Regione effettuerà con i nuovi direttori generali delle Asl. Per De Santis si tratta di un’occasione che la Puglia non può perdere. L’ingresso stabile di queste professionalità consentirebbe infatti di rafforzare il sistema veterinario pubblico, potenziare i servizi di prevenzione e controllo sanitario e migliorare anche le performance della Regione sui Livelli essenziali di assistenza.

Proprio nell’area veterinaria, infatti, la Puglia registra una carenza di dirigenti a tempo indeterminato rispetto ad altre realtà italiane. Da qui la richiesta all’assessorato di emanare linee di indirizzo uniformi per tutte le aziende sanitarie, così da procedere prima alle stabilizzazioni previste dalla legge e solo successivamente, qualora residuino posti vacanti nelle dotazioni organiche, bandire nuovi concorsi.

La prudenza

La risposta dell’assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, è stata improntata alla prudenza ma ha aperto uno spiraglio concreto. Il dossier, ha spiegato, era già stato affrontato con il precedente management delle aziende sanitarie e sarà ora rimesso sul tavolo con i nuovi direttori generali appena insediati. Il primo passo sarà una ricognizione dei fabbisogni di personale nelle singole Asl, verificando disponibilità di bilancio e coperture finanziarie, per poi applicare in maniera omogenea la normativa nazionale, evitando interpretazioni difformi tra le diverse aziende sanitarie. Una posizione che ha raccolto anche il consenso del centrodestra. I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Tonia Spina e Giannicola De Leonardis, hanno espresso soddisfazione per l’impegno assunto dall’assessore, sottolineando come la possibilità di stabilizzazione discenda direttamente dalla Legge di Bilancio approvata dal governo Meloni.

Una norma che, oltre ai medici veterinari, interessa anche altre figure sanitarie convenzionate, tra cui biologi, chimici e psicologi ambulatoriali, purché titolari di incarico a tempo indeterminato per 38 ore settimanali e in possesso della specializzazione richiesta. Se la ricognizione confermerà le stime, una trentina di professionisti potrà essere assorbita nei ruoli della dirigenza sanitaria, rafforzando un settore strategico per la sicurezza alimentare, la sanità animale e la prevenzione.