Home » Puglia » Puglia, Nicola Lagioia ricorda Annibale D’Elia: «Perché è stato tenuto lontano per dieci anni?»

Puglia, Nicola Lagioia ricorda Annibale D’Elia: «Perché è stato tenuto lontano per dieci anni?»

Nel suo intervento, lo scrittore evidenzia come la spinta propulsiva della stagione culturale pugliese si sia progressivamente attenuata

Puglia, Nicola Lagioia ricorda Annibale D’Elia: «Perché è stato tenuto lontano per dieci anni?»
Nicola Lagioia (a destra) ricorda Annibale D’Elia (a sinistra) in un lungo post pubblicato sui social

«Per quale diavolo di motivo per dieci anni dalla Puglia era stato tenuto lontano?». È la domanda che Francesca Cavallo ha posto durante il funerale di Annibale D’Elia e rilanciata su Facebook dallo scrittore Nicola Lagioia in un lungo post in cui ricorda il dirigente del Dipartimento Turismo della Regione Puglia morto prematuramente a 56 anni in un tragico incidente stradale.

D’Elia, storico animatore della stagione di “Bollenti Spiriti“, era rientrato in Regione su sollecitazione del presidente Antonio Decaro, dopo un decennio trascorso lontano dalla propria terra. Un ritardo che Lagioia accosta al caso di Alessandro Leogrande, coinvolto dalle istituzioni pugliesi solo poche settimane prima della scomparsa, e al ricordo di altre figure della scena culturale e sociale venute a mancare prematuramente, come Vincenzo Cramarossa, Kiko Loiacono, Franco Cassano, Guglielmo Minervini, Fabio Menga e Paolo Piva.

Nel suo intervento, lo scrittore evidenzia come la spinta propulsiva della stagione culturale pugliese si sia progressivamente attenuata. Se in una prima fase le arti e la cultura sono state usate come forza trasformativa per uscire dall’isolamento, in seguito sono state rilegate a semplice orpello decorativo.

Al loro posto ha preso il sopravvento un modello orientato a un turismo «lasciato libero di fare qualunque cosa preveda il suo algoritmo».
Interrogandosi su quanto un singolo dirigente avrebbe potuto incidere in un ingranaggio così consolidato, Lagioia allarga il tema oltre i confini regionali, ponendo il quesito sull’involuzione del settore culturale a livello nazionale ed europeo.