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Bari, in centinaia per l’ultimo saluto ad Annibale D’Elia: «Hai reso questa amara Puglia più bella» – VIDEO

In centinaia, nell’Agorà della sede del Consiglio regionale della Puglia, hanno reso omaggio ad Annibale D’Elia, capo del dipartimento Cultura morto a 57 anni in un terribile incidente in moto, avvenuto tra i quartieri San Giorgio e Torre a Mare, mentre tornava a casa dopo aver terminato i lavori in Consiglio.

A cingere il feretro sei piantine di crisantemi olandesi, simbolo di rinascita e longevità. Sullo sfondo un maxischermo proietta una serie di immagini che ripercorrono la vita e il percorso professionale del dirigente.

Tra i presenti figurano rappresentanti delle istituzioni locali e molti ex colleghi giunti da Milano, città in cui Annibale D’Elia aveva prestato servizio durante un’importante tappa della sua carriera.

Il ricordo di Vendola: «Ha trasformato un’utopia in realtà»

«Annibale faceva parte di quella generazione che ho trovato attorno a me nel 2005, che ha trasformato un percorso che veniva stigmatizzato come utopistico in realtà, lo ha accompagnato con un saper fare straordinario», ha ricordato l’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ripercorrendo poi il suo rapporto con D’Elia, protagonista della stagione politica della Primavera Pugliese e tra gli ideatori del programma di politiche giovanili Bollenti Spiriti, attraverso tre parole: amicizia, empatia e paternità.

«Piango questo figlio – ha detto Vendola – e penso a quel che avrebbe detto Guglielmo Minervini, avrebbe detto che dobbiamo lavorare per un dolore generativo».

Decaro: «È stato un patrimonio comune di cui tutti trattengono una parte»

«Sei stato un dono collettivo, un patrimonio comune di cui ognuno di noi ha trattenuto una parte e quella parte l’ha fatta germogliare dentro di sé», ha affermato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. «Ha risvegliato la coscienza e le vite dei pugliesi, perché qualsiasi passo, qualsiasi storia, qualsiasi vita, qualsiasi progetto, hai attraversato, hanno lasciato un solco nel quale altri poi hanno camminato».

Decaro spiega di aver conosciuto Annibale D’Elia «vent’anni fa, in una regione diversa anche fisicamente. Però la tua fama ti aveva anticipato perché tanti ragazzi in questa città, qualche anno prima, erano nella mia stanza di assessore alla Mobilità del comune di Bari, con delle strane idee, dicevano di avere un sogno e questa volta erano sicuri che quel sogno finalmente si poteva realizzare».

Il presidente della Regione Puglia, ha ricordato che «quella è stata una stagione che in tanti rimpiangono. Io non la rimpiango, perché anche se è stata una stagione straordinaria, una stagione bellissima, io sono tornato qui per in Puglia per costruire il futuro e la prima persona a cui ho pensato sei stato tu – ha aggiunto -. Ti ho chiamato già prima della campagna elettorale e ti ho detto: ci siamo questa è la nostra occasione, la Puglia ha bisogno che torni qui insieme a tutte quelle persone che hanno bisogno di qualcuno che possa credere nei loro sogni».

La moglie Alessia: «Hai fatto questa amara Puglia più bella»

Commovente il ricordo della moglie, Alessia. «Hai fatto questa amara Puglia più bella, invitando le persone a far accadere cose con la gioia e l’imprevedibilità di una festa».

Roberto Covolo, dirigente regionale e storico amico di Annibale D’Elia, ha sottolineato che «con il suo ritorno in Puglia avevamo ripreso il filo e pensavamo di avere tanto tempo per fare cose meravigliose. In queste ore è arrivata un’ondata di affetto da tutta Italia. Leggendoli ci accorgiamo di quanto fosse grande la comunità che avevi costruito attorno alle tue idee», ha concluso.