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Nelle Asl pugliesi parte la direttiva anti sprechi: stop ad assunzioni e concorsi

Nelle Asl pugliesi parte la direttiva anti sprechi: stop ad assunzioni e concorsi
Davide Pellegrino

La presidenza regionale tira il freno d’emergenza contro le spese folli registrate dalle aziende sanitarie commissariate ed in attesa dei nuovi direttori generali. Con un buco da 349 milioni di euro di cui 240 da recuperare attraverso la stangata fiscale non è più tempo di sperperi. Da qui l’ennesima direttiva anti-sprechi a firma del capo di gabinetto, Davide Pellegrino, destinata a congelare assunzioni, concorsi, progressioni di carriera e tutti gli atti amministrativi non strettamente necessari nelle aziende sanitarie ancora affidate ai commissari straordinari.

Una scelta che arriva dopo settimane turbolente coincise con le ultime fasi dei commissariamenti in cui si si sono moltiplicate polemiche e denunce per assunzioni, incarichi e operazioni amministrative destinate ad avere effetti ben oltre la gestione straordinaria. Nel mirino sono finite soprattutto le situazioni registrate nelle Asl di Foggia e Taranto, dove si è assistito ad assunzioni nel servizio 118, promozioni, attribuzioni di incarichi dirigenziali, acquisti di macchinari e persino a operazioni immobiliari considerate da molti poco opportune a ridosso dell’insediamento dei nuovi direttori generali. Un messaggio politico chiaro: non è possibile chiedere sacrifici ai pugliesi per coprire il pesante disavanzo del passato assumendo impegni di spesa destinati a produrre effetti negli anni futuri senza una piena legittimazione gestionale.

Da qui la disposizione numero 32 che richiama i limiti entro cui possono muoversi i commissari richiamando un principio chiave già fissato dalla Giunta regionale nel novembre scorso: i commissari possono adottare solo atti di ordinaria amministrazione e provvedimenti urgenti e indifferibili necessari a garantire la continuità del servizio sanitario, senza assumere decisioni di carattere strategico, programmatorio o discrezionale. L’indicazione è stata tradotta in una direttiva dal Dipartimento Salute, guidato da Vito Montanaro, che ha intimato la sospensione immediata di tutte le procedure non strettamente urgenti. Lo stop riguarda un ampio ventaglio di attività: tutte le procedure assunzionali a qualsiasi titolo, i concorsi pubblici, le mobilità, i comandi e le nuove assunzioni. Persino i concorsi avviati dovranno essere bloccati, financo nel caso in cui sia stata nominata la commissione esaminatrice. E ancora: progressioni di carriera, incarichi di posizione organizzativa, attribuzioni di funzioni dirigenziali e la modifica degli organigrammi aziendali.

Da sospendere anche contratti e accordi che spalmano i loro effetti economici nel futuro ed ogni atto che non risulti riconducibile alla mera ordinaria amministrazione. Potranno andare avanti soltanto le procedure la cui interruzione comporterebbe una concreta sospensione di pubblico servizio sanitario, oppure la violazione di obblighi di legge a tutela dei Livelli essenziali di assistenza. In questi casi, i commissari saranno tenuti a motivare dettagliatamente l’urgenza e l’indifferibilità dell’atto e a trasmetterne immediatamente copia al Dipartimento regionale.