C’è un dato che emerge con forza dal confronto tra il vecchio e il nuovo appalto del global service di Adisu , l’ente strumentale della Regione Puglia che gestisce residenze e servizi per gli studenti universitari: il costo complessivo dell’affidamento è aumentato di circa il 62% rispetto al precedente contratto, pur a fronte di prestazioni che, secondo la documentazione di gara, risultano essere sostanzialmente analoghe. È una differenza economica che inevitabilmente solleva interrogativi sull’evoluzione della spesa pubblica e sul rapporto tra costi sostenuti e servizi erogati. Il precedente contratto, valido per il sessennio 2018-2024, aveva un valore complessivo di 21.173.119 euro, corrispondente a un esborso medio annuo di poco superiore ai 3,5 milioni di euro.
Con il nuovo affidamento, invece, il valore complessivo raggiunge 34.427.120 euro. Tradotto in termini annuali significa una spesa di poco inferiore ai 4 milioni e 800 mila euro, con un incremento di ben oltre un milione di euro ogni anno rispetto al precedente contratto. La crescita appare ancora più significativa se si considera che, secondo quanto emerge dagli atti, il nuovo assetto ha comportato, anche, una riduzione del costo del personale impiegato nel servizio della sede di Lecce che supera il milione di euro. Un elemento che rende ancora più marcato il divario tra i due appalti e alimenta il dibattito sulle ragioni dell’aumento complessivo dell’importo che non trova giustificazione neanche applicando una rivalutazione legata all’indice di inflazione e di aumento del costo della vita. Il Global Service rappresenta uno dei contratti economicamente più rilevanti dell’attività di Adisu.
Comprende, infatti, una pluralità di servizi indispensabili per il funzionamento delle residenze universitarie e delle strutture destinate agli studenti: manutenzione, assistenza tecnica, gestione degli impianti e altre attività necessarie a garantire la continuità operativa del patrimonio immobiliare dell’ente. Proprio per questo motivo ogni variazione di spesa assume una rilevanza particolare, soprattutto, in una fase in cui le amministrazioni pubbliche sono chiamate a coniugare qualità dei servizi e contenimento dei costi. Il confronto tra i due appalti fotografa una crescita economica rilevante che merita di essere analizzata nel dettaglio, verificando quali fattori abbiano inciso sulla determinazione del nuovo importo, che ad oggi non è dato conoscere.
Resta quindi solo il dato numerico: da oltre 21 milioni a più di 34 milioni di euro nell’arco di un affidamento della stessa durata, con un incremento percentuale che sfiora il 62%. Numeri destinati ad alimentare il confronto politico e istituzionale, soprattutto, se si considera che le risorse impiegate provengono dalla finanza pubblica e riguardano un settore strategico come il diritto allo studio universitario. La questione, inevitabilmente, va oltre la semplice contabilità: riguarda l’efficienza della spesa, la trasparenza amministrativa e la capacità di garantire agli studenti servizi adeguati utilizzando nel modo più efficace possibile le risorse disponibili.
