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Bari punta al titolo di Capitale italiana del mare 2027: consegnato il dossier

Il documento programmatico sintetizza una visione ambiziosa racchiusa nel titolo “Mare, capitale di Bari | 2027 – Vivere la costa, connettere le rotte, custodire il futuro”

Bari punta al titolo di Capitale italiana del mare 2027: consegnato il dossier
Il lungomare di Bari

Trasformare i 42 chilometri di litorale cittadino in un unico corridoio continuo di sviluppo, sostenibilità, ricerca scientifica e inclusione sociale. È la direttrice lungo cui si sviluppa la candidatura ufficiale del capoluogo pugliese a “Capitale italiana del mare 2027”, formalizzata con la consegna del dossier al ministero competente. Il documento programmatico sintetizza una visione ambiziosa racchiusa nel titolo “Mare, capitale di Bari | 2027 – Vivere la costa, connettere le rotte, custodire il futuro”: un gioco semantico che affianca alla corsa per il titolo nazionale il riconoscimento del mare quale principale “capitale” patrimoniale della città, sul fronte naturale, identitario ed economico, forte di un indotto della blue economy che nel 2024 ha generato 930 milioni di euro di valore aggiunto coinvolgendo circa 18 mila occupati.

La proposta non si limita a un palinsesto celebrativo per il 2027, ma si ancora alla ricucitura urbana già in corso su tutto l’arco costiero: dal porto vecchio di Santo Spirito al waterfront di San Cataldo, dal raccordo tra Pane e Pomodoro e Torre Quetta fino al maxi-progetto di Costa Sud e alle riqualificazioni a Torre a Mare. Un disegno complessivo sostenuto da una rete di 55 soggetti partner e scandito da 66 iniziative già delineate, redatte con il supporto strategico e scientifico di Ciheam Bari e Arpa Puglia.

La candidatura poggia su quattro pilastri operativi:

  • Rigenerare e vivere la costa: l’obiettivo è rendere il litorale uno spazio pubblico fruibile dodici mesi all’anno attraverso mobilità dolce, balneazione accessibile, sport e socialità, integrando i principi del programma “Mare Democratico” per garantire l’accesso al mare senza barriere fisiche o economiche;
  • Raccontare la cultura marittima: valorizzazione della memoria storica dei borghi marinari, dei mestieri della pesca e delle radici portuali in chiave contemporanea per le giovani generazioni;
  • Conoscere e custodire il mare: percorsi di citizen science, educazione ambientale e tutela attiva della biodiversità marina, con un focus sul contrasto ai cambiamenti climatici;
  • Connettere città-porto, economia blu e cooperazione: rilancio della vocazione logistica, della pesca sostenibile e dell’innovazione produttiva, rafforzando le relazioni transfrontaliere nel bacino adriatico-mediterraneo e armonizzandosi con la misura comunale Mare_d_Bari 2026-2028.

«Mare, capitale di Bari 2027 rappresenta una visione identitaria e industriale precisa: quella di una comunità che non intende solo vivere sul mare, ma vivere con il mare e attraverso il mare», commenta il sindaco Vito Leccese. «Questo percorso dà coerenza a trasformazioni urbane già avviate, coinvolgendo istituzioni, mondo accademico, imprese e cittadini. Il 2027 non sarà un traguardo fine a se stesso, ma una tappa fondamentale per lasciare un’eredità strutturale di lungo termine e consacrare Bari come polo di apprendimento e capitale blu di riferimento dell’area euro-adriatica».