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Puglia, la birra artigianale spinge l’innovazione in agricoltura: le province di Bari e Lecce al top

Le nuove tecniche e i processi realizzati che portano avanti anche progetti di innovazione in agricoltura. Duecentomila i consumatori nella regione

Puglia, la birra artigianale spinge l’innovazione in agricoltura: le province di Bari e Lecce al top

Non solo vino e olio. Nell’agroalimentare pugliese cresce il peso della birra artigianale, una filiera che negli ultimi anni ha saputo trasformarsi da fenomeno di nicchia a comparto capace di generare occupazione, investimenti e nuove opportunità economiche per i territori. La Puglia conta attualmente oltre un centinaio di attività tra birrifici artigianali, beer firm e brewpub. Una presenza che la colloca tra le regioni più dinamiche del Mezzogiorno in questo comparto. A sostenere la crescita è anche un mercato in evoluzione.

Secondo le stime del settore, circa 200 mila pugliesi consumano birra ogni giorno, mentre una quota ancora più ampia la sceglie in modo stagionale o occasionale, confermando un interesse crescente verso prodotti di qualità e produzioni legate al territorio.

La mappa

La geografia della birra pugliese vede in testa le province di Bari e Lecce, che si contendono il ruolo di principali poli regionali grazie alla concentrazione di imprese, alla vivacità del mercato e alla capacità di intercettare la domanda proveniente sia dai residenti sia dal turismo. Subito dietro si colloca la provincia di Foggia, favorita dalla forte vocazione agricola e dalla disponibilità di cereali, elemento strategico per lo sviluppo della filiera. Seguono Taranto, in costante crescita, e poi le province di Barletta-Andria-Trani e Brindisi, dove il settore presenta dimensioni più contenute ma continua a registrare nuove iniziative imprenditoriali. Uno degli aspetti più interessanti riguarda il legame tra la produzione di birra e l’agricoltura.

L’innovazione

La cosiddetta birra agricola rappresenta infatti una delle frontiere più innovative del comparto, con aziende che puntano sull’utilizzo di materie prime provenienti da filiere locali e sulla valorizzazione delle produzioni regionali. La crescita della birra artigianale sta inoltre producendo effetti anche sul mercato del lavoro. Il 45 per cento circa delle nuove attività sono infatti guidate da giovani imprenditori che hanno scelto di investire in un settore caratterizzato da elevati livelli di innovazione e creatività. Parallelamente, aumenta la richiesta di professionalità specializzate, dai mastri birrai agli esperti di degustazione, favorendo la diffusione di corsi di formazione e percorsi dedicati. A cambiare è anche il modello di business. Sempre più diffuse sono le formule che integrano produzione, somministrazione ed esperienza turistica, intercettando una domanda orientata non soltanto al prodotto ma anche alla conoscenza del territorio e delle sue eccellenze.