Il sindaco Pietro Bitetti lo ha indicato in modo chiaro e diretto le priorità per il capoluogo jonico, «in una fase decisiva per il futuro dello stabilimento siderurgico e dell’intero sistema economico territoriale», per superare la crisi dell’ex Ilva. Il primo cittadino tarantino non nasconde l’amarezza dopo il vertice di ieri al Mimit. «Ci aspettavamo maggiori risposte per la tutela dei lavoratori e ci esprimeremo soltanto di fronte a una proposta certa, completa e un chiaro piano industriale e un chiaro programma di investimenti che abbia come garante lo Stato». Da qui le priorità di Bitetti: «Qualsiasi percorso di rilancio dello stabilimento siderurgico deve mettere al primo posto la salvaguardia della salute dei cittadini e dei lavoratori, rigettando qualsiasi scenario indefinito».
La prospettiva
Il sindaco di Taranto chiede poi un vero e proprio cambiamento nell’approccio dello sviluppo locale, partendo dalla sentenza del Tribunale di Milano che «una pietra tombale sull’area a caldo». e allora «la transizione economica deve tradursi nell’opportunità di diversificare e modernizzare l’economia di Taranto, vincolando i nuovi insediamenti industriali alla generazione di valore stabile, occupazione e nuova ricchezza, e pretendendo l’impiego delle imprese e delle competenze locali nelle attività di bonifica delle aree liberate».
Dunque, serve una visione strategica lungimirante e un equilibrio duraturo tra ambiente, salute e sviluppo sostenibile.
«L’area industriale di Taranto è molto appetibile dal punto di vista logistico: le superfici disponibili dovranno essere destinate alla creazione di un hub strategico per le energie rinnovabili e per la logistica integrata, mentre il rilancio complessivo passerà attraverso la valorizzazione sinergica del porto commerciale con il Piano Mattei, del porto militare e dell’Arsenale». Ma Bitetti allarga anche la visione ad altri settori: «A completamento della visione strategica si inseriscono la promozione dell’Università del Mediterraneo e lo sviluppo di un’offerta turistica legata a sport, cultura, storia ed enogastronomia, supportate da un adeguato potenziamento dei collegamenti».
La posizione
Alle parole del sindaco Bitetti fanno da eco quelle del presidente della Regione, Antonio Decaro, anch’egli amareggiato dall’esito della riunione ministeriale: «Dalla riunione al Mimit riguardo l’ex Ilva sono uscito peggio di come sono entrato». Decaro evidenzia anche che nell’acquisizione dell’ex Ilva potrebbero entrare altri soggetti interessati e che il governatore «appartiene a quelli che dicono che è necessaria la presenza dello Stato, soprattutto se poi lo Stato deve mettere delle risorse nel contratto di sviluppo». A riguardo Decaro, con il sindaco Bitetti, ha avuto un breve dialogo con il ministro Adolfo Urso, sottolineando che sulla partecipazione della nuova cordata «stanno capendo se riaprire i termini della gara o la procedura resta la stessa con altri potenziali gruppi interessati». La Regione sul tavolo romano ha ribadito che «bisogna partire dal polo siderurgico decarbonizzato con i forni elettrici a Taranto. Poi è importante l’utilizzo dell’area freddo, magari aumentandone la produzione così garantire una parte del personale che può continuare a lavorare».
Infine, per il sindaco di Statte, Fabio Spada, «Taranto e l’intera comunità hanno urgente bisogno di capire quale direzione prenderà il territorio, sia sul fronte del settore siderurgico sia riguardo a nuove forme di investimento».
