Non è ancora chiaro se la convention meridionale, perché tale è, di Fratelli d’Italia sarà spalmata nel primo week end di settembre, oppure solo nella giornata di venerdì 4 settembre, quando è atteso il ritorno in Puglia – il terzo nel giro di due settimane – della premier Giorgia Meloni, fresca del record della longevità di governo, in una Repubblica abituata ai governi balneari e alle perenni crisi politiche.
Di certo c’è l’orario del comizio di Meloni: ore 19 al porto di Bari, con il palco illuminato e montato alle spalle dell’area direzionale che guarda verso il mare, con quasi 2mila posti a sedere e la presenza prevista di 8-10mila persone, in arrivo da tutte le regioni meridionali (ogni parlamentare dovrà garantire almeno un pullman) che faranno da cornice al Governo, presente al gran completo, mentre saranno allestiti stand gastronomici, con il made in Puglia protagonista, e vendita di gadget e materiale di propaganda. Una sorta di «Atreju» al quadrato. Preso anche, come base, l’edificio al chiuso al molo borbonico.
La location
La scelta barese ha una duplice finalità, una sussurrata, l’altra strategica. La convention al porto del capoluogo pugliese rappresenterà il varo della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento, dove Meloni potrebbe giocare d’anticipo: incassare il via libera alla legge elettorale – il 9 settembre è calendarizzata in aula al Senato, dov’è previsto il voto palese – e, completati alcuni passaggi amministrativi, salire al Quirinale per forzare la mano e andare al voto ad aprile e inserire nei radar del centrodestra il Quirinale, ma prima deve vincere le politiche e per farlo ha bisogno della Puglia, dove il centrodestra perde da oltre vent’anni e dove, le ultime regionali, hanno messo in evidenza tutte le difficoltà del partito a Bari. «Mentre a Lecce, Foggia e in altre realtà pugliesi Fratelli d’Italia c’è e ha una radicata presenza, a Bari il partito non esiste» è l’amara constatazione di un esponente di primo piano dei meloniani.
L’orizzonte
Per questo la convention di settembre assume un ruolo strategico per il partito. Perché la scelta di Bari non è un capriccio di Meloni, ma un punto fondamentale nel risiko che sta portando avanti la premier sul territorio nazionale. Bari è la città di Pinuccio Tatarella e il porto barese, dal 1999, accoglie una targa dedicata all’ex ministro dell’Armonia e assessore alla Cultura nella città capoluogo che «si è sempre speso in maniera energica e produttiva per il porto di Bari, ritenendo lo scalo adriatico volano imprescindibile e funzionale allo sviluppo di tutto il territorio». Insomma, Bari caput mundi per strizzare l’occhio ai moderati rimasti alla finestra o portati a votare per il centrosinistra perché privi di alternative valide sul territorio, soprattutto barese, e porre un argine agli estremismi vannacciani e magari prendersi una quota dei leghisti delusi da Salvini, finito sott’attacco dei governatori del Nord. Per questo, com’è già avvenuto per il G7 di Borgo Egnazia, la premier è decisa a seguire in prima persona l’organizzazione dell’evento barese.
Per il G7 cambiò molte indicazioni dell’establishment e del protocollo istituzionale, affidandosi alla regia di Paolo Brescia, e farà lo stesso anche a Bari, lasciando ai colonnelli sul territorio le rogne più tecniche, come nel caso del senatore Filippo Melchiorre, spedito giorni fa al vertice sulla sicurezza con il contrammiraglio De Carolis e i rappresentanti di prefettura, questura e forze dell’ordine per mettere a punto alcuni dettagli sui controlli agli accessi all’area e predisporre gli spostamenti dalle zone di parcheggio al centro direzionale del porto.
Dopo le vacanze, la presenza alla cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo – dove Meloni potrebbe rischiare la contestazione dei tarantini stanchi dell’ex Ilva, ma qualcuno sostiene che la premier porterà in dono qualche positiva sorpresa – la terza presenza in terra pugliese in meno di un mese, sarà carica di significati politici: Meloni non può permettersi che si continui a sbagliare in Puglia. Qualcuno in terra barese inizia a sentire il fiato sul collo.
