In Puglia l’incidenza della povertà relativa familiare ha raggiunto il 25,2%, una cifra che posiziona la regione tra le realtà con i maggiori elementi di fragilità sul territorio nazionale.
Un dato che pone l’accento sul rischio di disuguaglianze e sul condizionamento concreto del percorso di crescita dei più giovani.
A lanciare l’allarme è Ludovico Abbaticchio, garante regionale dei diritti del minore, a margine della presentazione a Bari del progetto pilota “La lanterna dei bisogni delle ragazze e dei ragazzi“, promosso da Silvana Calaprice, tutrice civica per la difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Bari.
«La povertà rappresenta una delle principali criticità sociali del territorio pugliese – sottolinea Abbaticchio -, con conseguenze significative sulle condizioni di vita delle famiglie e sulle opportunità di crescita dei bambini e degli adolescenti. Una vulnerabilità che può compromettere non soltanto il benessere economico, ma anche l’accesso alla salute, all’istruzione e alla piena partecipazione alla vita sociale».
L’analisi del garante si fonda sulle rilevazioni del report Istat relativo al 2025 e sull’indagine “Non è un gioco” curata da Save the Children.
Il quadro emerso definisce un contesto in cui la povertà relativa familiare, pur distinguendosi da quella assoluta, incide in modo diretto sull’equità dell’accesso ai servizi fondamentali.
In questo scenario si inserisce il nuovo percorso verso la “Costituente civica per l’infanzia e l’adolescenza“, sostenuto dalla garante cittadina. L’iniziativa punta a rafforzare la rete di supporto sul territorio, affiancandosi agli strumenti già attivati nelle scuole pugliesi, come il Vademecum dedicato alla gestione del disagio giovanile. «Dobbiamo imparare ad ascoltare le giovani generazioni – conclude Abbaticchio -, coglierne i bisogni e riconoscere tempestivamente i segnali di vulnerabilità».
