La corsa del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per cambiare il volto della scuola italiana procede, ma per la Puglia la partita resta ancora aperta soprattutto sul fronte dei servizi destinati alle famiglie. È quanto emerge dal XXIV Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola di CittadinanzAttiva, presentato ieri alla Camera.
Il report fotografa lo stato di avanzamento dei 9.527 interventi finanziati dal Pnrr. A metà giugno 2026 il 61% risulta concluso o in fase di collaudo. Il nodo più delicato riguarda nidi e scuole dell’infanzia. Dei 3.841 interventi finanziati in Italia, soltanto la metà è arrivata al completamento. E il dato è ancora più significativo per il Mezzogiorno. Secondo CittadinanzAttiva, infatti, le regioni del Sud, con l’eccezione della Sardegna, presentano ritardi che rischiano di incidere sulla concreta possibilità di creare nuovi posti per la fascia zero-sei anni.
I particolari
Tra queste rientra anche la Puglia. Inoltre, non si conosce lo stato di avanzamento del 45% degli interventi sui nidi ancora in esecuzione, mentre altri 171, pari al 5%, si trovano in una fase molto arretrata.
Altro capitolo decisivo è quello delle mense. In Italia il servizio è presente in 14.362 edifici scolastici, appena il 36% del totale. In altre parole, poco più di una scuola su tre. In Puglia, come in Lazio, Abruzzo e Molise, la quota si ferma invece attorno a un edificio su quattro.
Una distanza che pesa non solo sulla qualità dei servizi, ma anche sulla possibilità di garantire il tempo pieno in modo uniforme. Sul fronte degli investimenti, dei 1.993 interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza destinati alle mense, ne risultano conclusi o in collaudo 1.153, pari al 58%. C’è poi la sicurezza degli edifici, altro fronte sul quale il Pnrr sta intervenendo. Sono 3.079 gli interventi di messa in sicurezza finanziati e il 77% risulta completato. Tuttavia, il quadro generale resta problematico.
Le segnalazioni
Nello specifico, a livello nazionale, il report segnala 68 crolli nelle scuole tra settembre 2025 e agosto 2026. Mentre nei primi cinque mesi del 2026 sono state 47.748 le denunce di infortunio degli studenti all’Inail.
Inoltre, il 44% degli edifici scolastici si trova in aree a elevata sismicità e 5.113 sorgono in zone a rischio frana. Per la Puglia, dunque, la sfida non è soltanto spendere le risorse europee o portare a termine i cantieri. È trasformare quegli interventi in servizi realmente disponibili: posti negli asili, mense funzionanti, scuole più sicure. Perché, un’opera completata sulla carta produce effetti concreti solo quando diventa una risposta quotidiana alle esigenze di bambini e famiglie.
