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Elisoccorso in Puglia, da dieci anni in proroga Anac: «Un appalto ancora da rifare»

La Asl di Foggia ha disposto sette proroghe, prolungando di fatto l’affidamento fino a sfiorare i dieci anni

Elisoccorso in Puglia, da dieci anni in proroga Anac: «Un appalto ancora da rifare»

Da trentuno anni l’elisoccorso in Puglia ha un nome: Alidaunia. Un rapporto che attraversa decenni e che, almeno sul piano amministrativo, avrebbe dovuto trovare una nuova definizione nel 2016, quando è scaduto l’appalto per la gestione del servizio. Da allora, però, la soluzione definitiva non è arrivata. La Asl di Foggia ha disposto sette proroghe, prolungando di fatto l’affidamento fino a sfiorare i dieci anni.

L’Anac

È proprio questa lunga successione di proroghe ad avere attirato l’attenzione dell’Autorità nazionale anticorruzione. Nei giorni scorsi l’Anac ha trasmesso alla Procura di Foggia una propria delibera, nella quale viene rilevata quella che l’Autorità considera una grave violazione della disciplina prevista dal Codice degli appalti. Un passaggio che non equivale, naturalmente, all’accertamento di responsabilità penali, ma che porta la vicenda amministrativa all’attenzione della magistratura. L’Autorità ha inoltre richiamato la Regione Puglia alla necessità di procedere con la nuova gara. L’affidamento della procedura era stato inserito nella programmazione degli appalti sanitari e avrebbe dovuto essere curato da InnovaPuglia entro il 2024.

Il nuovo bando, tuttavia, non ha ancora prodotto una soluzione definitiva al lungo periodo di proroghe. La questione assume un peso ulteriore perché la gestione dell’elisoccorso si intreccia con un procedimento giudiziario già in corso. I vertici di Alidaunia sono, infatti, a processo con l’accusa di aver tentato di alterare la nuova procedura di gara. Anche in questo caso si tratta di contestazioni che dovranno essere valutate nel corso del dibattimento e sulle quali non esiste, allo stato, una pronuncia definitiva. Nel frattempo, il servizio continua a essere operativo, ma con una copertura territoriale limitata al Gargano. Una circostanza che alimenta gli interrogativi sull’organizzazione complessiva della rete regionale dell’emergenza-urgenza, soprattutto alla luce degli investimenti sostenuti negli anni per realizzare le infrastrutture destinate all’atterraggio degli elicotteri.

Il Riuniti di Foggia

Il caso più significativo è quello dell’elisuperficie dell’ospedale Riuniti di Foggia. Per la struttura sarebbero stati investiti circa 4 milioni di euro, ma l’impianto non è mai entrato in funzione. Una infrastruttura costosa, dunque, che non viene utilizzata per portare direttamente in ospedale i pazienti trasportati con l’elisoccorso. Il percorso seguito oggi può comportare un ulteriore passaggio. I pazienti soccorsi in elicottero sul Gargano vengono condotti alla base di Alidaunia nei pressi dell’aeroporto di Foggia. Da lì il trasferimento verso l’ospedale avviene in ambulanza. Secondo le stime riportate, questa procedura può determinare una perdita di tempo nell’ordine dei 20-25 minuti. In emergenza, ogni minuto assume un significato particolare.

E così la vicenda dell’appalto non riguarda soltanto proroghe, procedure amministrative e contenziosi giudiziari. Sullo sfondo rimane una domanda più ampia: perché, a distanza di anni dalla scadenza dell’affidamento originario, la Puglia non è ancora riuscita a definire una nuova gara e a mettere pienamente a regime una rete di elisoccorso sostenuta anche attraverso importanti investimenti pubblici? Il rilievo dell’Anac riporta ora la questione sul tavolo delle istituzioni e della Procura. Saranno gli eventuali ulteriori accertamenti a chiarire se e in quale misura le anomalie segnalate abbiano prodotto conseguenze sul piano amministrativo o penale. Resta, intanto, il dato di una gestione protratta attraverso proroghe per quasi un decennio oltre la scadenza dell’appalto e di una nuova procedura che, nonostante gli annunci e la programmazione regionale, non ha ancora chiuso una vicenda aperta dal 2016.