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Puglia, stretta dell’Europa sugli affitti brevi

La Regione Puglia, che nei mesi scorsi ha approvato in giunta la propria legge sul modello-Toscana, guarda con attenzione all’evolversi della situazione

Puglia, stretta dell’Europa sugli affitti brevi
TURISTI A BARI VECCHIA E IN CROCIERA A BARI

In condizioni di stress abitativo Regioni e Comuni potranno intervenire con proprie norme per calmierare il prezzo delle case. Si chiama «Affordable Housing Act», ossia legge sull’edilizia accessibile, la bozza di regolamento presentata ufficialmente a Bruxelles con l’obiettivo dichiarato di calmierare i prezzi degli alloggi, garantendo al contempo tutela legale agli enti locali che intendono adottare restrizioni sulle abitazioni affittate a fini turistici, i cosiddetti affitti brevi. Non solo: la legge introduce misure che limitano anche l’acquisto di immobili residenziali non utilizzati come abitazione principale, quindi più in generale seconde case e case vacanza.

La Regione Puglia, che nei mesi scorsi ha approvato in giunta la propria legge sul modello-Toscana, guarda con attenzione all’evolversi della situazione. I dati sull’overtourism mostrano una forte crescita dei flussi (con un aumento delle presenze stimato attorno al 5% nel 2026 dopo un 2025 record da oltre 22 milioni di arrivi/presenze complessive), ma evidenziano una pressione non uniforme che concentra i disagi soprattutto in determinati periodi dell’anno e in determinate aree.

Lo stress abitativo pugliese

In Puglia l’indice di stress e disagio abitativo delinea un quadro di forte pressione socio-economica, con oltre 122.000 famiglie in condizione di grave difficoltà abitativa e un bacino potenziale che sfiora i 200.000 nuclei familiari. Inoltre la densità abitativa media è piuttosto elevata (210,06 abitanti per kmq) e superiore alla media nazionale di 194,01. I dati e gli indicatori chiave forniti dal Sistema Statistico della Regione Puglia e dall’Istat mostrano che la vulnerabilità si articola su tre fronti principali: sovraffollamento e inadeguatezza degli alloggi, disagio economico ed erosione del reddito, paradosso delle case vuote. Se da un lato infatti le grandi città sono sempre più sotto pressione, dall’altro i centri interni devono fare i conti con un progressivo e inesorabile spopolamento.

I paletti di Bruxelles

Sulle norme da adottare Bruxelles lascia carta bianca alle amministrazioni, specificando però che si potrà intervenire solo in aree ad alto stress abitativo in base a tre requisiti fondamentali: prezzo degli immobili (servono almeno 8 anni di reddito pro capite per poter acquistare un’abitazione di dimensioni medie in quella zona), trend di crescita (rapporto tra prezzi delle case e redditi in costante aumento negli ultimi 10 anni), scenario futuro (l’autorità deve valutare che in assenza di vincoli la situazione non migliorerà nei 3 anni successivi). Se il rapporto prezzo-reddito raggiunge o supera quota 10, lo stress abitativo è invece considerato automatico e non servono altri requisiti. Una situazione nella quale rientrano pienamente diverse aree della Puglia.

Politica divisa

Se il commissario Ue alla Casa, Dan Jorgenson, spiega che «non stiamo imponendo prescrizioni né rendendo queste misure obbligatorie», critiche arrivano tuttavia dagli europarlamentari di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. «Dopo la follia delle case green – si legge in una nota del Carroccio – l’Europa guidata da burocrati non eletti da nessuno torna alla carica con vincoli, restrizioni e regole calate dall’alto sugli affitti brevi. La Lega dice no: la casa è il frutto dei sacrifici di una vita e la proprietà privata non si tocca».