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Olio, momento nero: esposto anti-frodi al ministro Lollobrigida

Lo stesso esposto sarà depositato anche nelle Procure per Puglia, Sicilia e Calabria, considerate le aree interessate

Olio, momento nero: esposto anti-frodi al ministro Lollobrigida

Un esposto-denuncia contro le presunte frodi che starebbero alterando il mercato dell’olio d’oliva italiano e una richiesta formale di dichiarazione dello stato di crisi per l’intero comparto. Sono le iniziative presentate dal «Comitato Nazionale Orgoglio Olivicolo» in occasione del Tavolo Olivicolo convocato al Ministero dell’Agricoltura, dove il delegato Gennaro Sicolo ha consegnato il documento al ministro Francesco Lollobrigida. Lo stesso esposto sarà depositato anche nelle Procure della Repubblica competenti per Puglia, Sicilia e Calabria, considerate le aree maggiormente interessate dalle presunte dinamiche distorsive del mercato.

L’iniziativa arriva dopo il confronto svoltosi a Bitonto, nella sede di Oliveti Terra di Bari, al quale hanno partecipato rappresentanti delle organizzazioni di produttori, frantoiani e istituzioni. In quell’occasione l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli ha annunciato l’intenzione di chiedere al Governo, insieme ai colleghi di Sicilia e Calabria, il riconoscimento dello stato di crisi per il settore. Le organizzazioni della filiera hanno inoltre confermato il mantenimento dello stato di agitazione e annunciato una nuova manifestazione nazionale che si terrà a Bari in occasione della Fiera del Levante.

Secondo il Comitato, la crisi è determinata da diversi fattori: concorrenza sleale, ingresso sul mercato di oli prodotti con standard qualitativi inferiori, aumento dei costi di produzione e squilibrio nei rapporti con la grande distribuzione. Per questo è stato presentato un piano in sei punti che prevede, tra le altre misure, l’introduzione della bolla elettronica per la movimentazione dell’olio sfuso oltre i 100 chilogrammi, controlli straordinari sugli operatori con incrementi anomali del fatturato, sostegni per lo stoccaggio dell’olio italiano certificato e per la logistica dei frantoi, oltre alla priorità degli oli certificati italiani nella ristorazione pubblica e a un sistema doganale dedicato agli oli importati. Tra le richieste figura anche una riforma strutturale della filiera, con il potenziamento del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), una revisione del sistema di formazione dei prezzi basata sui reali costi di produzione e nuovi accordi di filiera capaci di valorizzare la qualità certificata del Made in Italy.

Dal canto suo il ministro Francesco Lollobrigida ha ribadito la linea della «tolleranza zero» contro le frodi. Durante il Tavolo Olio ha ricordato che la campagna straordinaria di controlli avviata il 2 luglio ha già consentito all’Icqrf di verificare circa 5 milioni di chilogrammi di olio e di sequestrare prodotti per un valore di oltre 10 milioni di euro. Il Governo punta inoltre a rafforzare i controlli lungo tutta la filiera, dai porti alla grande distribuzione, con un maggiore coordinamento tra Icqrf, Agenzia delle Dogane e Ministero della Salute. Sul fronte degli investimenti, il Ministero conferma uno stanziamento complessivo di quasi 1,9 miliardi di euro nel triennio 2023-2025 per sostenere competitività, innovazione e ammodernamento del comparto.

L’olivicoltura italiana, che conta oltre un milione di ettari coltivati, circa 619 mila imprese e un valore della produzione superiore ai 2,3 miliardi di euro, rappresenta uno dei pilastri del Made in Italy agroalimentare. Per questo il confronto tra Governo e filiera sarà decisivo per individuare misure capaci di garantire legalità, trasparenza e redditività a un settore strategico per l’economia nazionale.