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Nord contro il Sud: l’autonomia spacca il Paese. Irrita il centrodestra il ricorso di Decaro

Dai governatori del Nord, alla Lega fino a Forza Italia, il giudizio è unanime: il presidente pugliese trasformerebbe tutto in una propaganda

Nord contro il Sud: l’autonomia spacca il Paese. Irrita il centrodestra il ricorso di Decaro

Antonio Decaro alza il livello dello scontro sull’autonomia differenziata e il fronte del Nord risponde compatto. L’annuncio del ricorso della Regione Puglia alla Corte costituzionale contro le pre-intese che il Governo si prepara a sottoscrivere con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria scatena una raffica di reazioni politiche. Dai governatori del Nord alla Lega fino a Forza Italia, il giudizio è unanime: il presidente pugliese viene accusato di trasformare una riforma istituzionale in una battaglia di propaganda. Il primo affondo arriva dal presidente della Lombardia, Attilio Fontana. «Da Decaro me lo aspetto, forse la sua appartenenza politica lo induce a cercare un po’ di consenso», attacca il governatore lombardo. Per Fontana l’autonomia «non comporta svantaggi per gli altri territori», ma offre «opportunità per tutti» se applicata correttamente.

«Vogliono farne una battaglia politica», aggiunge, accusando il centrosinistra di guardare «al bene partigiano» anziché all’interesse generale. Dal Veneto la replica è altrettanto dura. Il governatore Alberto Stefani definisce «strano» l’annuncio del ricorso e ricorda come il percorso dell’autonomia sia stato reso possibile proprio dalla riforma del Titolo V della Costituzione approvata dal centrosinistra nel 2001 e rivendica inoltre le «oltre 300 ore di ostruzionismo» parlamentare contro la legge Calderoli. Per Stefani una Regione efficiente deve poter utilizzare meglio le proprie risorse, soprattutto in sanità. Sulla stessa linea si schiera la Lega veneta. Il capogruppo Riccardo Barbisan parla di «ennesima clamorosa contraddizione del Pd».

«Delle due l’una: o le pre-intese non contano nulla, oppure sono così importanti da giustificare un ricorso alla Consulta. Il Pd dovrebbe mettersi d’accordo almeno con sé stesso», afferma, rivendicando la coerenza della battaglia autonomista portata avanti dal Carroccio. Anche il centrodestra pugliese passa all’attacco. Il senatore e portavoce regionale di Forza Italia, Dario Damiani, liquida l’iniziativa della Regione come «pura propaganda» e accusa Decaro di usare l’autonomia per distogliere l’attenzione dalle difficoltà della Puglia. Nel mirino finiscono il pesante disavanzo della sanità, l’aumento dell’addizionale Irpef deciso per coprire il deficit, le liste d’attesa, i problemi del trasporto pubblico e la gestione dei rifiuti.

«Chi ha lasciato debiti, disservizi e tasse più alte non può impartire lezioni agli altri», afferma il parlamentare azzurro. Se il Nord fa quadrato attorno alle pre-intese, dal Mezzogiorno arriva il primo sostegno alla strategia pugliese. Il neo presidente della Campania, Roberto Fico, attraverso i social ha espresso pieno appoggio all’iniziativa della Regione Puglia, condividendo la scelta di ricorrere alla Corte costituzionale contro gli accordi promossi dal Governo. Un segnale politico che apre un asse tra Bari e Napoli e potrebbe rappresentare il primo passo verso un fronte meridionale più ampio, anche se finora le altre Regioni del Sud non hanno ancora assunto una posizione analoga. Il prossimo terreno di scontro sarà la Corte costituzionale, ma la partita è già diventata uno dei dossier politicamente più esplosivi dell’estate.