È confermata per dopodomani, alle 19.30, in piazza XX settembre, l’assemblea pubblica promossa dal comitato «Salviamo Monopoli e il mare» per dire un no convinto alla realizzazione dell’oleodotto nel porto della città del sud est barese. L’appuntamento assume un peso ancora maggiore dopo il presunto cambio di posizione dell’amministrazione comunale guidata da Angelo Annese, che sarebbe passata, secondo il movimento, da una linea improntata al confronto e alla ricerca di modifiche al «no politico» all’intero progetto.
Il comitato chiederà conto all’amministrazione delle scelte compiute e, soprattutto, degli atti prodotti nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via). Il procedimento ministeriale non è chiuso e la società «Magazzini generali italiani», del Gruppo Marseglia, ha già fatto sapere di voler proseguire il confronto nelle sedi competenti, lasciando al ministero dell’Ambiente e alla commissione Via la decisione finale. È proprio la presunta contraddizione del primo cittadino che il fronte del «no» intende portare in piazza. Secondo il comitato, infatti, l’8 settembre Annese sosteneva di non avere «pregiudizi» sul progetto e di non voler fare sconti a nessuno, ma allo stesso tempo dichiarava la disponibilità a confrontarsi e a proporre modifiche.
Il 10 settembre, invece, la svolta, con il sindaco che ha annunciato il parere politico negativo della maggioranza, sintetizzandolo nella frase: «Il mare è il nostro futuro». Il problema, secondo ambientalisti e opposizione, è che il pollice verso politico sarebbe arrivato dopo che gli uffici comunali avrebbero già trasmesso pareri favorevoli al progetto, seppure accompagnati da prescrizioni. La questione, intanto, ha superato i confini cittadini, approdando sia in Parlamento che in Regione con interesse bipartisan. Il deputato del Partito democratico Marco Lacarra ha presentato un’interrogazione ai titolari di Ambiente e Infrastrutture, chiedendo chiarimenti sul progetto e sull’iter autorizzativo. Lacarra considera l’opera destinata a modificare profondamente il rapporto tra la città e il suo mare e sostiene che una trasformazione di questa portata non possa essere decisa «a pezzi», senza un confronto adeguato con la comunità.
Il consigliere regionale della Lega Fabio Romito, invece, ha annunciato l’intenzione di presentare una audizione urgente in commissione regionale Ambiente, chiedendo un confronto sul progetto e sulle sue possibili ricadute sul territorio. Sul tavolo c’è un progetto che prevede un campo boe al largo del porto, collegamenti sottomarini e una pipeline interrata diretta verso il deposito costiero nella zona industriale. Un intervento che il sindaco, un anno fa, aveva definito, sempre secondo il comitato, un’opportunità per il territorio, richiamando benefici sulla viabilità, sulla sicurezza, sull’ambiente e sul porto.
Ora, invece, la linea sarebbe cambiata. E proprio per questo l’assemblea del 17 settembre potrebbe rappresentare un passaggio decisivo. Non soltanto per ribadire la contrarietà del comitato, che ha raccolto più di 4mila firme, ma per chiedere all’amministrazione di spiegare cosa sia realmente cambiato e quali atti siano stati compiuti dopo l’annuncio del no. Si vorrebbe capire anche se e come quella contrarietà sia entrata formalmente nel procedimento Via. La società procede spedita; la Regione ha già dato parere contrario; il ministero dovrà esprimersi e il fronte politico della protesta si è ormai allargato da Monopoli a Bari e Roma. Giovedì sera, in piazza XX settembre, cittadini e comitato chiederanno una cosa semplice: che alle parole seguano atti chiari, pubblici e coerenti.
