I lavoratori degli stabilimenti Natuzzi hanno manifestato, stamattina, con un corteo che ha bloccato la strada provinciale 41, tra Puglia e Basilicata, che unisce i siti Jesce 2 e Jesce 1.
«Continua la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici contro il piano industriale presentato dall’azienda che prevede chiusure di stabilimenti e licenziamenti», spiegano i sindacati.
«Finché il piano non verrà ritirato e non si riprenderà una trattativa seria che salvaguardi occupazione e produzione la mobilitazione continuerà», dichiara Davide Lavermicocca, segretario generale Fillea Cgil Bari-Bat.
Il presidente della Provincia di Taranto: «La vertenza preoccupa»
«La vicenda che coinvolge Natuzzi desta forte preoccupazione per le ricadute occupazionali e sociali sull’intero territorio ionico e sulle aree limitrofe tra Puglia e Basilicata», afferma il presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano, sottolineando come «la decisione dell’azienda di ritirare il piano industriale e procedere con misure unilaterali» rischi «di compromettere il futuro di circa 1.800 lavoratrici e lavoratori» e di «indebolire in maniera significativa il tessuto produttivo locale».
Palmisano evidenzia la necessità di «ristabilire immediatamente un confronto istituzionale serio e costruttivo» e chiede «la riconvocazione urgente del tavolo presso il Mimit, con il pieno coinvolgimento delle Regioni interessate e delle parti sociali», con l’obiettivo di «individuare soluzioni condivise che tutelino l’occupazione e garantiscano una prospettiva industriale sostenibile».
Per Palmisano «il territorio ha rappresentato per Natuzzi un riferimento importante in termini di competenze, lavoro e sviluppo», prosegue il presidente, aggiungendo che «in questa fase delicata è necessario un impegno responsabile da parte di tutti gli attori coinvolti».










