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Crisi del mobile imbottito, dopo la rottura con Natuzzi iniziano assemblee e scioperi dei lavoratori

Alla Natuzzi oggi e domani assemblee e scioperi. Si parte col presidio davanti a Graviscella (Altamura) e si prosegue a Jesce 2 (Santeramo), stabilimento che rischia la chiusura, con le proteste organizzate da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. La mobilitazione è partita a fronte di una proposta aziendale giudicata irricevibile e peggiorativa. Nei…
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Alla Natuzzi oggi e domani assemblee e scioperi. Si parte col presidio davanti a Graviscella (Altamura) e si prosegue a Jesce 2 (Santeramo), stabilimento che rischia la chiusura, con le proteste organizzate da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.

La mobilitazione è partita a fronte di una proposta aziendale giudicata irricevibile e peggiorativa. Nei giorni scorsi, dopo settimane di confronto, l’azienda ha presentato un piano che secondo sindacati e lavoratori si presenta come un vero e proprio piano di dismissione, fondato su delocalizzazioni, ridimensionamento produttivo e scarico dei costi sugli impiegati.

Le criticità segnalate dai sindacati riguardano trasferimento di attività all’estero, utilizzo massiccio di ammortizzatori sociali ed esodi incentivati, rischio di trasferimenti unilaterali e aumento della cassa integrazione e progressivo smantellamento del tessuto produttivo della Murgia. Altre assemblee e presidi si terranno nei prossimi giorni. «Non accetteremo alcuna proposta che produce desertificazione industriale. Va difeso l’intero perimetro produttivo della Murgia e serve un vero piano industriale fondato su investimenti, lavoro e prospettive», dicono i sindacalisti.

La vertenza

Il caso Natuzzi ha assunto un rilievo territoriale e nazionale. Insieme al gruppo, è in discussione l’intero distretto del mobile imbotto. L’assessore allo Sviluppo economico della Regione Eugenio Di Sciascio ha convocato d’intesa con la Regione Basilicata una riunione con l’obiettivo di affrontare la crisi del comparto a partire dalla vertenza Natuzzi e costruire soluzioni condivise per il rilancio. «Riapriamo il dialogo. Non ci arrendiamo», ha detto l’altro giorno.

«Natuzzi è il simbolo della capacità d’impresa pugliese e del talento creativo dell’Italia intera», ha aggiunto l’assessore parlando del gruppo che occupa circa 1.800 dipendenti dei quasi 9mila del settore tra Puglia e Basilicata. L’assessore si è impegnato a riaprire le trattative tra azienda e sindacati dopo la rottura.

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