La Puglia si trova nel pieno di una stagione particolarmente delicata e importante per il proprio futuro. I fondi europei e gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresentano una leva fondamentale per ridurre i divari territoriali, migliorare i servizi e sostenere la crescita economica di una regione che continua ancora a confrontarsi con ritardi infrastrutturali e sociali rispetto alle aree più a Nord del Paese. Il tema è tornato al centro del dibattito dopo le discussioni aperte a livello europeo sulla possibilità di destinare una parte delle risorse dei Fondi di Coesione ad altre emergenze, come il caro energia.
Una prospettiva che ha suscitato preoccupazioni soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, dove questi fondi costituiscono uno strumento essenziale per finanziare opere pubbliche, innovazione, occupazione e inclusione sociale. Al di là del confronto politico, i dati elaborati dall’Ufficio Statistico della Regione Puglia consentono di misurare lo stato di avanzamento dei principali programmi finanziari in corso. Per quanto riguarda la programmazione europea 2021-2027, il Programma regionale finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr), destinato a sostenere investimenti in infrastrutture, imprese, ambiente, energia e innovazione, registra impegni pari al 20,38 per cento delle risorse disponibili e pagamenti effettivi pari all’11,66 per cento.
I riferimenti
Numeri che evidenziano una fase di attuazione ormai avviata e che richiederà comunque una progressiva accelerazione nei prossimi anni. Più avanzato appare il Fondo Sociale Europeo Plus (Fse+), che finanzia interventi per il lavoro, la formazione professionale e l’inclusione sociale. In questo caso gli impegni raggiungono il 36,12 per cento delle risorse disponibili, mentre i pagamenti si attestano al 23,55 per cento, segnalando una maggiore rapidità nell’attivazione delle misure rivolte direttamente a cittadini e lavoratori. Per l’Accordo per la Coesione Puglia 2021-2027, finanziato dal Fondo Sviluppo e Coesione, il monitoraggio regionale registra impegni pari al 6,07 per cento e pagamenti pari all’1,94 per cento delle risorse disponibili.
Si tratta di percentuali ancora contenute, legate anche al fatto che molti interventi sono entrati nella fase operativa soltanto negli ultimi mesi. Accanto ai fondi strutturali procede l’attuazione del Pnrr. In Puglia risultano attivi 2.807 progetti per un valore superiore a 2,6 miliardi di euro. Un dato che conferma il ruolo centrale del Piano in particolare nei settori della transizione energetica, della digitalizzazione, della mobilità sostenibile e della sanità. La vera sfida, tuttavia, non riguarda esclusivamente la capacità di spendere le risorse entro i termini previsti. L’obiettivo finale resta quello per cui questi strumenti sono stati creati: favorire uno sviluppo equilibrato e duraturo del territorio regionale
