La risposta, tradotta dal linguaggio istituzionale, suona più o meno così: il Canadair fisso a Foggia non serve. Alla richiesta lanciata dal governatore Antonio Decaro per rafforzare la lotta agli incendi in Puglia, da Roma arriva una doccia fredda. Il capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, non sbatte formalmente la porta, ma poco ci manca: da Ciampino al «Gino Lisa» di Foggia bastano dieci, al massimo quindici minuti di volo. Troppo pochi, secondo il Dipartimento, per giustificare lo spostamento stabile di un mezzo della flotta statale. E così, mentre la Puglia brucia e la stagione degli incendi entra nella fase più delicata, si apre un nuovo fronte politico e istituzionale tra la giunta Decaro e Roma. Un braccio di ferro che parte dai Canadair ma investe direttamente il ruolo che la Regione vuole ritagliare all’aeroporto di Foggia nella strategia nazionale della Protezione civile.
Il gelo arriva proprio a Roma, dove l’assessore regionale all’Ambiente, al Clima e alla Gestione delle emergenze, Debora Ciliento, partecipa al vertice promosso dal Dipartimento nazionale sulle strategie di prevenzione e gestione dei rischi nel Mezzogiorno. Sul tavolo c’è anche il dossier Gino Lisa. Ciciliano mette subito i paletti. «I presidenti delle Regioni hanno l’esigenza di tutelare i propri territori, come è giusto», concede. Poi arriva il distinguo che pesa come un no: l’antincendio boschivo è competenza esclusiva delle Regioni, mentre la flotta dello Stato interviene a supporto sulla base di criteri nazionali. Non basta, insomma, chiedere un Canadair per ottenerlo. Bisogna fare i conti con la disponibilità dei mezzi, la suscettibilità agli incendi, le esigenze di manutenzione e soprattutto con i tempi di intervento. Ed è proprio qui che Roma smonta la richiesta di Decaro. «Nel caso del Gino Lisa, i tempi di volo da Ciampino si riducono ad una decina di minuti, un quarto d’ora. In una logica di governance ordinaria non sposta tantissimo». Traduzione ancora più brutale: spostare stabilmente un Canadair a Foggia, per la Protezione civile nazionale, non cambierebbe in maniera decisiva la capacità di risposta alle emergenze. Una linea che la Regione non sembra intenzionata ad accettare senza combattere.
Ciliento tiene il punto e rilancia la partita su un terreno più ampio. Per la giunta Decaro il «Gino Lisa» non deve diventare semplicemente il parcheggio estivo di un Canadair pugliese, ma una vera base strategica per il sistema nazionale dell’antincendio. «L’aeroporto di Foggia può diventare un punto di riferimento non solo per la Protezione civile pugliese ma anche per le altre regioni italiane», replica l’assessore. Lo scalo, ricorda Ciliento, è già riconosciuto come idoneo ai servizi di Protezione civile e la Regione sta investendo proprio per potenziarne questa vocazione, con l’obiettivo di ospitare in futuro i mezzi aerei antincendio dello Stato e rafforzare la copertura dell’intera direttrice adriatica e ionica. È su questo punto che la distanza tra Bari e Roma diventa politica. Il Dipartimento nazionale difende una flotta mobile, da riposizionare in base alle emergenze. La Regione prova invece a trasformare la geografia in un argomento: Foggia come baricentro del Mezzogiorno adriatico, non soltanto come base pugliese.
La porta, formalmente, resta socchiusa. Ma il primo round finisce con un sostanziale no. Decaro chiede un Canadair fisso, Roma risponde che Ciampino è a quindici minuti. La Puglia, però, non ritira la richiesta. E il Gino Lisa diventa così l’ennesimo dossier sul quale la giunta regionale prova ad alzare la voce nella Capitale. Perché dietro la battaglia contro gli incendi si profila già un’altra sfida: dimostrare che, nella mappa nazionale delle emergenze, il Sud non può continuare a essere considerato soltanto una destinazione da raggiungere.
