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Incendio nella pineta Marzini a Vico del Gargano, distrutti circa 10 ettari: danni da quantificare

Il rogo, fortunatamente, non ha interessato né il villaggio che ospita i turisti, né le abitazioni private. A confermarlo è il sindaco Sciscio

Incendio nella pineta Marzini a Vico del Gargano, distrutti circa 10 ettari: danni da quantificare

Almeno una decina di ettari sono andati distrutti nell’incendio che ieri ha interessato la pineta Marzini a San Menaio, nei pressi di Vico del Gargano. Le fiamme si sono sviluppate in un vasto bosco di pini d’Aleppo pluricentenari che si estende per circa 15 chilometri quadrati nella costa settentrionale del Gargano.

Stamattina è in corso stamattina la verifica da parte degli uffici comunali, come spiega il sindaco di Vico del Gargano, Raffaele Sciscio.

«Stiamo verificando se le fiamme abbiano interessato solo l’area del sottobosco o se sono stati distrutti anche i pini», riferisce il primo cittadino, sottolineando che «per tutta la notte personale dell’Arif ha presidiato la zona per vigilare sul possibile ripristino dei focolai. I danni sono in fase di quantificazione».

L’incendio, come confermato ieri dallo stesso sindaco, non ha interessato né il villaggio che ospita i turisti, né le abitazioni private, e l’intervento dei vigili del fuoco è stato tempestivo tanto da circoscrivere l’estensione delle fiamme.

In un post social, il sindaco ieri aveva sottolineato che «dal 2024, una delle priorità assolute di questa amministrazione è stata quella di strappare all’abbandono (lungo oltre 20 anni) la pineta Marzini e Macchia di Mare. Un obiettivo storico che abbiamo raggiunto nel 2025, ottenendo dal Parco nazionale del Gargano un finanziamento di 600.000,00 euro per la manutenzione straordinaria di queste due importanti aree. Completato la progettazione esecutiva, ottenuto i pareri provinciali e regionali e concluso la gara d’appalto a febbraio 2026 per l’affidamento del servizio manutentivo di Pineta Marzini e Macchia di Mare. Eravamo pronti. A marzo 2026 i lavori di ripulitura e messa in sicurezza sarebbero dovuti partire. Poi, la doccia fredda. Il blocco. Il Parco Nazionale del Gargano ci ha comunicato il divieto assoluto di iniziare i lavori prima di luglio, a causa dei vincoli europei imposti dalle Direttive Uccelli e Habitat, che vietano sfalci e potature in primavera ed estate per tutelare la Rete Natura 2000. Troppo tardi. Oggi la realtà ci dice che è stato tragicamente troppo tardi. Per proteggere un nido sulla carta, la burocrazia europea ha esposto al fuoco un intero patrimonio ambientale, rischiando di incenerire gli alberi, gli animali e l’incolumità stessa dei cittadini. Continueremo a monitorare l’area, ma la mia battaglia contro questa burocrazia che soffoca la prevenzione non finisce qui».