Bollette non pagate e servizi essenziali improvvisamente sospesi. È il volto sempre più preoccupante delle truffe e delle irregolarità nella gestione dei condomìni. Si tratta di un fenomeno che, stando alle stime delle associazioni di categoria e delle organizzazioni a tutela dei consumatori, avrebbe registrato in Puglia una crescita negli ultimi anni.
L’episodio più recente arriva da Foggia, dove un amministratore è diventato irreperibile dopo aver continuato a incassare le quote dei residenti che si sono ritrovati senza acqua dopo il distacco disposto dall’Acquedotto Pugliese per morosità accumulata. Pochi mesi prima, nel Barese, un amministratore è stato denunciato dopo la scoperta della scomparsa di circa 40mila euro destinati al pagamento di bollette, manutenzioni e lavori di ristrutturazione. Le verifiche avrebbero evidenziato irregolarità nella gestione della contabilità e nella rendicontazione delle spese.
Il primato
Secondo le associazioni di categoria locali e di tutela dei consumatori, Bari e la sua area metropolitana rappresentano il territorio con il maggior numero assoluto di segnalazioni. Nello specifico, il 5 per cento delle sostituzioni di amministratori nell’area barese avviene a seguito di anomalie contabili, contestazioni sui rendiconti o presunti ammanchi di cassa. Un dato che riflette il peso di un territorio caratterizzato da migliaia di condomìni e da una forte concentrazione urbana. Se Bari guida la classifica per numero di casi, Foggia è invece la provincia che negli ultimi anni ha mostrato la crescita più significativa degli episodi più gravi, spesso caratterizzati dall’improvvisa irreperibilità dell’amministratore e dalla scoperta di esposizioni debitorie particolarmente elevate. Nel Salento, invece, il fenomeno assume caratteristiche differenti. La presenza di numerosi complessi residenziali stagionali e di molte abitazioni utilizzate solo durante i mesi estivi rende particolarmente difficile un controllo costante delle gestioni.
Gli esperti parlano spesso del cosiddetto «gioco delle tre carte» finanziario, ovvero, utilizzare temporaneamente le somme presenti sul conto di un condominio economicamente sano per coprire i debiti di un altro stabile gravato da morosità. Più contenuta appare invece l’incidenza nelle province di Taranto, Brindisi e nella Bat. La criticità che accomuna l’intero territorio regionale, tuttavia, resta quella che gli ammanchi vengono scoperti quasi sempre troppo tardi: dopo una bolletta insoluta, una diffida o il distacco di un servizio essenziale.
Ed è proprio in quel momento che i condomini scoprono che il denaro versato con regolarità non è mai arrivato a destinazione.
Il caso di Foggia
Ammonterebbe a circa 200mila euro il debito che un condominio di viale Pinto a Foggia avrebbe con l’Acquedotto Pugliese, con una impresa di pulizie e con il fornitore dell’energia elettrica, a causa del mancato versamento delle quote condominiali da parte dell’amministratore di condominio, irreperibile da alcune settimane.
Sono stati gli stessi condomini, stando a quanto si apprende, a recarsi a fine 2025 agli uffici dell’Aqp per chiedere delucidazioni in merito ai pagamenti, scoprendo l’ammanco di 150mila euro, a partire dall’anno 2021, più altri 60mila per altre spese di pertinenza condominiale non pagate, ovvero pulizia delle scale e luce.
Una trentina di condomini si è rivolta ad un legale, l’avvocato Giovanni Marseglia, che circa un mese fa ha depositato alla guardia di finanza una querela per truffa e appropriazione indebita. «L’ente – spiega l’avvocato Marseglia – ha rateizzato la somma chiedendo il 30 per cento dell’importo, che i condomini hanno già pagato. Solo così sono riusciti ad evitare il distacco. Ora stanno pagando le bollette condominiali per due volte».
La vicenda è stata resa nota dopo il caso del distacco dell’acqua, per meno di 48 ore, a venti famiglie residenti in un altro condominio, in via Rovelli, che hanno dovuto versare un acconto all’Aqp per il riallaccio. L’amministratore risulta lo stesso.
