La protesta non si ferma, ma le olive non possono aspettare. Dopo giorni di mobilitazione, gli olivicoltori pugliesi sono tornati nei campi. La raccolta è cominciata venerdì anche a Bitonto, epicentro della rivolta contro il crollo delle quotazioni dell’olio. Una scelta obbligata, che non significa però arrendersi a un mercato nel quale i prezzi rischiano di non coprire neppure i costi di produzione.
«Abbiamo iniziato a raccogliere venerdì, ma la protesta continua e andremo avanti», assicura Michele Dellorusso, olivicoltore e frantoiano bitontino, tra i protagonisti del movimento spontaneo degli agricoltori. «Era necessario cominciare perché in alcune zone le olive sono state attaccate dai parassiti, mentre altre, soprattutto quelle della cultivar oliarola bitontina, rischiavano di cadere a terra. Non possiamo permetterci di perdere il raccolto».
Il problema, adesso, è capire quanto varrà quel raccolto. «Io aprirò il frantoio oggi pomeriggio, ma partiremo senza programmi. Non sappiamo quale prezzo indicare ai produttori perché non conosciamo ancora il valore di mercato del nuovo olio», spiega Dellorusso. Le prime compravendite di olive, intanto, si stanno chiudendo tra 35 e 45 euro al quintale. «L’anno scorso, nello stesso periodo, eravamo tra 80 e 90 euro. Ma il problema non è soltanto il dimezzamento dei prezzi. Nel frattempo sono aumentati tutti i costi: carburante, energia, assicurazioni, che sono cresciute del 30%, e gli altri oneri a carico delle aziende».
Una situazione che rischia di alimentare tensioni anche tra produttori e trasformatori. «Il prezzo delle olive dipende dalla resa e dal valore dell’olio. Se non sappiamo a quanto venderemo quest’ultimo, come possiamo stabilire quanto pagare le olive? Siamo completamente disorientati».
A complicare il quadro ci sono le giacenze della precedente campagna. «Noi siamo riusciti a vendere tutto entro marzo, quando l’olio quotava ancora tra 6,50 e 6,70 euro al chilo. Altri frantoi e cooperative hanno ancora prodotto invenduto», racconta Dellorusso.
La mobilitazione, dunque, prosegue anche durante la campagna olearia. Il 27 ottobre è prevista una manifestazione a Roma, ma la partecipazione di una delegazione bitontina resta da definire. «Stiamo cercando di capire se sarà possibile ottenere un incontro al ministero. Non vogliamo limitarci alle manifestazioni: serve un confronto serio tra produttori, trasformatori e commercianti».
Lo stesso messaggio arriva dai social. Michele Monopoli, olivicoltore e influencer, ha pubblicato un video per rispondere a chi si domanda se sia opportuno raccogliere nonostante il crollo dei prezzi. «Ragazzi, è certo che le raccogliamo. Abbiamo speso sangue e sudore, inverno ed estate. Non possiamo perderle». Poi l’avvertimento: «Questa sarà una guerra che combatteremo durante la raccolta e dopo la raccolta».
