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Arrivano 108 nuovi poliziotti penitenziari in Puglia, il Sappe: «Non bastano. Nelle carceri situazione grave»

Arrivano i rinforzi per la polizia penitenziaria in Puglia e Basilicata. Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) ha diramato le sedi a cui saranno destinati gli agenti che hanno completato il 186esimo corso. Al distretto Puglia-Basilicata sono stati assegnati complessivamente 133 nuovi agenti, 123 uomini e dieci donne, che verranno così distribuiti: 11 a Bari, 7…
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Arrivano i rinforzi per la polizia penitenziaria in Puglia e Basilicata. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) ha diramato le sedi a cui saranno destinati gli agenti che hanno completato il 186esimo corso.

Al distretto Puglia-Basilicata sono stati assegnati complessivamente 133 nuovi agenti, 123 uomini e dieci donne, che verranno così distribuiti: 11 a Bari, 7 a Brindisi, 17 a Foggia, 31 a Lecce, 4 a Lucera, 1 a San Severo, 15 a Taranto, 14 a Trani, 8 a Turi, 9 a Matera, 9 a Melfi e 7 a Potenza.

Critico, in merito alla distribuzione del personale, è il Sappe – in Sindacato autonomo della polizia penitenziaria – poiché, si legge in una nota, «non tiene in nessuna considerazione la grave situazione penitenziaria presente» in Puglia.

Per il sindacato «il contingente inviato nelle carceri pugliesi a mala pena riuscirà a sostituire il personale di polizia penitenziaria anziano che sta per andare in pensione, per cui la situazione rimarrà praticamente immutata se non peggiorata considerato che il sovraffollamento dei penitenziari pugliesi aumenta ogni giorno di più, tanto che scarseggiano letti, materassi, coperte e lenzuola, mentre aumenta vertiginosamente la somma con cui lo stato deve risarcire ogni detenuto (8 euro al giorno) a cui non garantisce i tre metri previsti dalla sentenza della Cedu».

Il Sappe ricorda che «solo in Puglia sono centinaia di migliaia se non milioni, gli euro che i contribuenti italiani pagano ogni anno, per questa mala gestione dei detenuti che non vengono distribuiti in maniera omogenea sul territorio, per cui ci sono regioni con affollamento molto minore della nostra che è arrivata oltre 170% (2.600 posti per oltre 4.500 detenuti)».

Il segretario nazionale del Sappe, Federico Pilagatti, denuncia poi che «nessun aiuto viene dai politici, dalle autorità regionali e nemmeno dalla magistratura che pur a conoscenza delle gravi smagliature al sistema di controllo e sicurezza determinato da queste gravi carenze, si limitano solo a gettar ulteriore discredito al lavoro dei poliziotti costretti a turni massacranti che arrivano anche a 20 ore continuative arrivando a gestire centinaia di detenuti contemporaneamente».

Il Sappe, conclude la nota, «ritiene che sia giunto il momento di dire basta a tutto ciò, e nei prossimi giorni porrà in essere azioni di protesta eclatanti colorando alcuni spazi esterni alle carceri pugliesi di rosso sangue; quel sangue dei poliziotti che subiscono violente aggressioni dai detenuti, nonché di quello dei tanti ristretti che si suicidano oppure di quelli che poi imbrattano le stanze dopo essersi tagliati le vene per protestare contro una situazione penitenziaria al di fuori di ogni legge».

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