«Bisogna formare per non emarginare». Con questo perentorio monito si è conclusa al teatro Kursaal Santalucia di Bari la tre giorni interamente dedicata alla trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. Un summit di altissimo profilo che ha radunato nel capoluogo pugliese i vertici di AgID, del Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), oltre ai rappresentanti delle Regioni e della Rete nazionale dei Responsabili della Transizione Digitale (RTD).
Il confronto, che ha registrato una massiccia partecipazione di amministratori e addetti ai lavori, ha consacrato la Puglia come vero e proprio punto di riferimento e laboratorio nazionale per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nei servizi pubblici.
Il progetto “Reg4IA”: la Puglia capofila di sette regioni
Nel suo intervento di chiusura, l’assessore regionale alla Digitalizzazione interna, Sebastiano Leo, ha rivendicato con orgoglio il primato della Puglia, tra le primissime realtà in Italia a essersi dotata di una legge organica sulla governance dell’IA nella macchina amministrativa. La Regione è infatti capofila del progetto pilota Reg4IA, che unisce in rete Abruzzo, Marche, Umbria, Campania, Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano.
L’obiettivo del piano è concreto: sviluppare, con il supporto tecnologico di Cineca, una piattaforma condivisa, sicura e interoperabile per applicare gli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale alla gestione burocratica di atti, bandi e appalti pubblici, garantendo al contempo il pieno rispetto dei criteri etici e normativi.
«La transizione digitale non è una mera questione di software, ma il modo in cui le istituzioni risponderanno ai bisogni reali delle persone – ha spiegato l’assessore Sebastiano Leo –. Oggi l’Intelligenza Artificiale rappresenta una sfida politica, sociale e democratica. Può aiutarci a migliorare le decisioni pubbliche, ma servono regole, trasparenza e soprattutto competenze. La vera sfida è culturale: vogliamo una PA più veloce, snella, priva di divari sociali e territoriali».
Un modello nazionale basato sulle persone
I risultati attesi da questa rivoluzione digitale si tradurranno in procedure semplificate, tempi di risposta azzerati e servizi a misura di cittadino. Un traguardo che, tuttavia, non può prescindere dal fattore umano e dalla cooperazione istituzionale, pilastri fondamentali per evitare che la modernizzazione escluda le fasce di popolazione meno digitalizzate.
Un concetto rimarcato con forza anche dall’ingegnere Cosimo Elefante, capo dipartimento alla Transizione Digitale della Regione Puglia: «Il progetto REG4IA dimostra che fare rete è l’unica chiave per trasformare l’innovazione in risultati tangibili per la collettività. La Puglia crede fermamente nella costruzione di una rete capillare di Responsabili per la Transizione Digitale che connetta enti locali, agenzie in house e aziende sanitarie. Questo ecosistema integrato è ormai diventato un modello di buone pratiche riconosciuto a livello nazionale».

