Home » Puglia » Fondi di coesione, dalla Puglia un coro di “no” alla proposta di Fitto: «Un grave sbaglio»

Fondi di coesione, dalla Puglia un coro di “no” alla proposta di Fitto: «Un grave sbaglio»

Dal vice presidente europeo l’idea di utilizzare i finanziamenti Ue per il caro bolletta. De Santis: «Paghino altri». Turco: «Stop spese militari»

Fondi di coesione, dalla Puglia un coro di “no” alla proposta di Fitto: «Un grave sbaglio»

Non bastano le rassicurazioni del presidente Decaro: «Fitto, mi ha assicurato che l’interlocuzione sulla politica di coesione è fra le Regioni e l’Europa, i governi non potranno quindi usare quelle risorse senza il consenso delle Regioni» per spegnere le polemiche divampate dopo la lettera inviata dal vice presidente della Commissione europea.

Sono tante le prese di posizione, non solo della politica, ma anche dagli imprenditori preoccupati dalla eventualità di ritrovarsi a rivedere investimenti già programmati. «Per anni i Fondi di Coesione sono stati considerati principalmente uno strumento per ridurre i divari territoriali tra le aree più sviluppate e quelle in ritardo di crescita. Tuttavia, il contesto economico e geopolitico europeo è cambiato» sostiene Antonella Pasqualicchio, da circa un anno presidente della Sezione Energia di Confindustria Foggia, che aggiunge: «Condivido la posizione espressa da Emanuele Orsini in cui si focalizza la necessità di concentrare gli investimenti sugli strumenti che producono risultati concreti per le imprese e i relativi territori, evitando frammentazioni e dispersioni».

Le altre reazioni

«Usare i fondi di coesione per coprire il caro energia è un errore gravissimo. Il vero tema non è la mancanza di risorse: basterebbe rinunciare all’aumento della spesa militare da 23 miliardi previsto dal Governo. Per aiutare davvero famiglie e imprese occorrerebbe poi tassare gli extraprofitti delle grandi aziende energetiche, delle banche e dell’industria bellica, anziché continuare a scaricare i costi delle crisi sui cittadini e sui territori», sostiene il senatore Mario Turco, vicepresidente e responsabile della politica economica e fiscale del Movimento 5 Stelle.

«Usare i fondi di coesione per contrastare la crisi energetica non sarebbe solo uno sbaglio, sarebbe anche ingiusto, perché a pagare sarebbero, ancora una volta, i cittadini, le comunità, soprattutto al Sud. Devono essere altri a pagare, deve farlo chi ha guadagnato in questa crisi e chi ha speculato», afferma Domenico De Santis, consigliere regionale del Pd. «In questo scenario, è inaccettabile che, per affrontare la crisi, si utilizzino le risorse del Fondo per la Giusta Transizione, istituito per i siti produttivi di Taranto e del Sulcis», sostengono Vera Buonomo e Ivana Veronese, segretarie confederali della Uil.

Mentre l’Ance, l’associazione dei costruttori, e la Cisl vedono con favore alla lettera inviata da Raffaele Fitto alle Regioni per sollecitare utilizzo dei fondi di coesione per il caro energia, per la segretaria della Cgil Puglia, Gigia Bucci: «Servono investimenti, politiche industriali e politiche energetiche, con un forte protagonismo delle partecipate pubbliche, che stanno battendo in ritirata proprio dal Mezzogiorno. Per le crisi energetiche occorre sviluppare la filiera green».