L’Alta Murgia continua a bruciare in quella che si sta profilando come una vera e propria emergenza ambientale. Centinaia di ettari di territorio agro-forestale distrutti (si parla di circa 800 ettari ma il bilancio è ancora provvisorio), per il vasto incendio che da giorni sta flagellando l’area di Minervino Murge, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, mandando in fumo pascoli secolari e diverse aree boschive di immenso valore naturalistico.
L’ultimo pesante focolaio si è concentrato nella giornata di ieri in località Lama Cipolla e, dopo la faticosa bonifica nella mattinata di oggi, lunedì 20 luglio, pare che il rogo si sia riacceso. La SOUP (Sala Operativa Unificata Permanente) della Regione Puglia, infatti, sta valutando il dispiegamento di mezzi aerei per supportare le squadre di terra e accelerare le attività di bonifica dell’area
Un fronte attivo dal 15 luglio
Quello che inizialmente sembrava un singolo evento si è rivelato in realtà un unico, drammatico filone: il rogo è infatti divampato lo scorso 15 luglio e, complici le temperature e il vento, è andato incontro a ripetute e violente ripartenze nel corso dell’ultima settimana.
Una situazione di estrema precarietà che non fa dormire sonni tranquilli ai soccorritori: il timore concreto degli operatori sul campo è che, se le condizioni climatiche dovessero mantenersi su questi livelli critici, il fronte del fuoco possa riprendere vigore anche nei prossimi giorni.
Per arginare l’avanzata delle fiamme a Lama Cipolla si è resa necessaria una massiccia mobilitazione aerea e terrestre. I Vigili del Fuoco hanno operato con il supporto fondamentale di un velivolo Canadair, capace di effettuare ben 19 lanci d’acqua mirati. Al fianco dei pompieri e del Direttore delle operazioni di spegnimento (Dos) ha lavorato una task force composta da squadre boschive, dagli operai dell’Arif (l’Agenzia regionale per le risorse irrigue e forestali), da associazioni di volontariato e dal personale del Comune di Minervino Murge, che ha prontamente attivato la Sala operativa comunale (Coc) per coordinare l’assistenza.
Mentre le ultime fumate vengono tenute sotto stretta sorveglianza, si lavora per accertare l’origine del disastro. I militari del Reparto Carabinieri Parco Nazionale Alta Murgia di Altamura, coadiuvati dal Nucleo Carabinieri Parco di Andria, hanno avviato una fitta attività d’indagine per ricostruire la dinamica dell’innesco e verificare l’eventuale matrice dolosa dietro una devastazione che sta mettendo in ginocchio l’ecosistema murgiano.
