La Puglia hub nazionale per il nucleare di ultima generazione off-shore? No, Grazie. Lara Marchetta, delegata Wwf Italia per la Puglia, chiude decisamente ai rumor circolati in queste settimane. Alcuni amministratori locali si sono infatti detti disponibili a valutare l’ipotesi di installare mini-reattori all’interno delle piattaforme galleggianti di impianti eolici a largo delle nostre coste, in particolare nel Brindisino. Il no è basato principalmente su due questioni fondamentali che, a detta degli ambientalisti, continuano a non trovare una soluzione soddisfacente: la gestione delle scorie radioattive e la sicurezza degli impianti.
«La scelta di tornare al nucleare – spiega la rappresentante dell’associazione – appare oggi priva di una reale giustificazione sotto il profilo tecnico ed economico. Dal referendum del 2011, infatti, non si sono verificati quei progressi tecnologici che allora venivano prospettati. Già in quel periodo si parlava dei reattori di quarta generazione, che ancora non sono disponibili, e dei piccoli reattori modulari (Smr), presentati come una possibile evoluzione del nucleare tradizionale. Anche questi ultimi, tuttavia, non rappresentano una soluzione concreta. Si tratta di una tecnologia che, allo stato attuale, non ha ancora trovato una diffusione commerciale su larga scala e che continua a presentare costi di realizzazione molto elevati. Gli Smr, inoltre, pongono criticità non molto diverse da quelle degli impianti nucleari tradizionali e comporterebbero, comunque, un aumento della produzione di scorie radioattive».
Gli altri aspetti
Anche l’argomento dell’indipendenza energetica, secondo il Wwf, non appare convincente: «Questa tecnologia – continua Marchetta – comporterebbe comunque una dipendenza dall’estero sia per l’approvvigionamento del combustibile sia per le tecnologie necessarie alla realizzazione e alla gestione degli impianti». Che fare allora? «L’obiettivo – conclude Marchetta – deve essere un sistema energetico basato al 100% sulle fontirinnovabili, l’unico in grado di garantire una decarbonizzazione efficace e una maggiore sicurezza ambientale, economica ed energetica. La vera novità degli ultimi anni è stato l’enorme sviluppo delle tecnologie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico e dell’eolico, accompagnato dalla rapida evoluzione dei sistemi di accumulo dell’energia, soprattutto delle batterie, settore nel quale la ricerca sta compiendo progressi significativi, superando anche alcune criticità legate all’approvvigionamento delle materie prime».
E conclude: «Le energie rinnovabili non rappresentano soltanto la scelta più sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche quella più competitiva sotto il profilo economico. Oggi il fotovoltaico su scala industriale ha costi inferiori non solo rispetto ai combustibili fossili, ma anche rispetto all’energia prodotta dai piccoli reattori modulari».
