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Abuso sessuale su un 16enne in piscina, condannata un’ex sindaca: la 43enne, scoperta dai figli, rischia fino a 10 anni di carcere

I fatti risalgono al luglio 2024 durante una festa: decisivi i messaggi e la testimonianza dei figli della donna

Abuso sessuale su un 16enne in piscina, condannata un’ex sindaca: la 43enne, scoperta dai figli, rischia fino a 10 anni di carcere
Immagine d’archivio

Rischia una condanna fino a 10 anni di reclusione la 43enne Misty Roberts, ex sindaca della cittadina di DeRidder in Louisiana, riconosciuta colpevole di abuso sessuale ai danni di un ragazzo 16enne. La vicenda giudiziaria affonda le sue radici nel luglio 2024, periodo in cui la donna stava svolgendo il suo secondo mandato amministrativo alla guida della comunità: nel corso di un party privato tenutosi presso una villa con piscina, l’ex prima cittadina si è avvicinata al giovane amico del figlio circuendolo mentre si trovava in un evidente stato di alterazione alcolica, conducendolo poi all’interno di una delle camere da letto posizionate ai piani superiori dell’abitazione e consumando la violenza nonostante le precarie condizioni fisiche del minore.

La ricostruzione della violenza e il tentativo di depistaggio

A ricostruire nel dettaglio lo svolgimento dei fatti sono state le testimonianze rese in Tribunale, tra le quali figurano anche quelle dei figli dell’imputata: i ragazzi, coetanei della vittima, hanno dichiarato ai giudici di aver visto la madre allontanarsi insieme al giovane verso le stanze della villa. Consumato l’abuso, la donna ha provato a nascondere l’accaduto chiedendo la complicità dei propri familiari, spingendosi fino a inviare un messaggio di testo a uno dei figli con la disposizione esplicita: «Mentite fino alla morte». L’ipotesi del depistaggio è stata successivamente confermata nel corso delle udienze dall’ex marito Duncan Clanton, mentre a pesare sull’impianto accusatorio è stato l’ordine effettuato dalla donna tramite la piattaforma di consegne a domicilio DoorDash, utilizzata subito dopo la festa per farsi recapitare un contraccettivo d’emergenza.

Le dimissioni, il processo e l’iscrizione nel registro dei sex offender

L’episodio si è diffuso rapidamente all’interno della comunità di 10mila abitanti, portando la madre del ragazzo a contattare la donna per chiedere chiarimenti: in quella circostanza l’imputata ha rassicurato la famiglia spiegando di aver già assunto la pillola del giorno dopo. Nonostante la rilevanza pubblica del ruolo ricoperto dalla donna, il 16enne ha deciso di sporgere formale denuncia, spingendo la sindaca a rassegnare le dimissioni il giorno successivo all’avvio delle indagini per stupro di minore attraverso una nota priva di riferimenti all’inchiesta. Dopo aver versato una cauzione da 75mila dollari per attendere il giudizio in libertà vigilata, l’ex amministratrice – prima donna eletta alla guida della città nel 2018 e riconfermata nel 2022 – è stata dichiarata colpevole dal giudice, in attesa della quantificazione della pena e della formale iscrizione nel registro pubblico americano dei sex offender.