L’assessora regionale all’Urbanistica e Casa, Marina Leuzzi: . «Una legge regionale sul social housing per provare a risolvere l’emergenza abitativa in Puglia». È solo uno degli interventi che l’assessora a Urbanistica e Casa, Marina Leuzzi, ha intenzione di mettere in campo per far fronte a un bisogno sempre più pressante da parte delle fasce medio-basse della popolazione. La pressione turistica sta infatti mettendo in crisi soprattutto le grandi città mentre le aree interne soffrono un processo inverso che investe anche gli ambiti sociali e demografici.
In Puglia sui contano oltre 100.000 famiglie in difficoltà nell’accesso alla casa. Cosa pensa di fare la Regione per far fronte a questo problema?
«E’ la sfida del momento e la raccogliamo. Stiamo analizzando tutte le situazioni che riguardano l’edilizia popolare e quella sociale, insieme agli strumenti per incentivare gli affitti lunghi e a canone concordato. Ci rendiamo conto che, in questo momento storico, c’è tutta una fascia grigia di popolazione in difficoltà ad accedere alla casa. Serve una risposta che tenga conto di tutte queste situazioni, non solo urbanistiche ma anche sociali».
Tra le città metropolitane Bari è agli ultimi posti nel rapporto abitazioni/edilizia popolare (1,8%). La maggior parte del patrimonio Erp regionale è vecchio e in cattivo stato. E’ previsto un piano per incrementare questi numeri?
«Abbiamo già avviato un censimento dello stato degli immobili di edilizia popolare con Arca e Comuni per comprendere il loro livello di manutenzione, registrare il numero di abitazioni sfitte che avrebbero bisogno di interventi più o meno complessi per essere rioccupate, valutare quali possono essere destinti ad Erp o Ers. Poi capiremo che tipo di risorse destinare. Sicuramente non sarà sufficiente ma è un primo passo per provare a dare qualche risposta in più».
Il paradosso è che a livello regionale un terzo della abitazioni sono vuote per emigrazione, calo demografico, scarso interesse o fiducia da parte dei proprietari ad affittare le case. Cosa si può fare?
«È chiaro che l’emergenza è più marcata nelle grandi città. Nei piccoli centri, soprattutto quelli dell’entroterra, c’è un grande patrimonio privato sottoutilizzato. Interverremo anche con strumenti per incentivare la ripopolazione di queste aree».
Il social housing e altre forme di edilizia residenziale sociale possono essere soluzioni applicabili anche in Puglia?
«Sono uno strumento importantissimo. Ci sono molti progetti in campo sia di manutenzione che di nuova costruzione in Puglia. Diverse idee che stiamo monitorando e attivando. Probabilmente potrebbe anche servire una nuova normativa specifica proprio sul social housing a valle di una sperimentazione che faremo interessando anche altri settori, come quello del welfare. Ci stiamo lavorando».
Cosa prevede la legge sugli affitti brevi modello Toscana e quali risultati vi attendente possa portare in Puglia?
«Di dare ai Comuni capoluogo la possibilità di mettere a punto propri regolamenti che permettano una migliore gestione degli affitti brevi e delle locazioni turistiche. Potranno definire in quali aree e in quale numero possono essere utilizzati. L’obiettivo è preservare il patrimonio immobiliare e regolamentare i flussi turistici. In Puglia non siamo ancora a livelli di criticità altissimi ma serve una buona programmazione per evitare condizioni non gestibili e una riduzione della qualità abitativa».









