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Ecco Filiere di Puglia, 40 milioni di euro per sostenere le imprese agricole e le eccellenze del territorio – VIDEO

Ecco Filiere di Puglia, 40 milioni di euro per sostenere le imprese agricole e le eccellenze del territorio – VIDEO

Ammonta a 40 milioni di euro la dotazione del bando “Filiere di Puglia” che ha l’obiettivo di rafforzare la capacità di trasformazione delle produzioni agricole regionali, aumentare il valore aggiunto che resta sul territorio e sostenere un modello di sviluppo fondato su qualità, innovazione, sostenibilità e protagonismo delle giovani imprese agricole.

Il bando è stato presentato stamattina in conferenza stampa dal presidente della Regione, Antonio Decaro, e dall’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli.

Sono previsti finanziamenti legati a investimenti per la ristrutturazione e l’ammodernamento degli immobili produttivi, oltre all’acquisto di impianti e macchinari innovativi, con una spesa ammissibile fino a 4 milioni di euro. Le domande potranno essere presentate dal 26 maggio al 16 luglio 2026.

Per la prima volta, sottolineano dalla Regione, tra i soggetti beneficiari della misura vengono inseriti i caseifici con l’obiettivo di sostenere concretamente un comparto dell’agroalimentare pugliese ritenuto strategico.

«Abbiamo ascoltato i territori, le persone, gli imprenditori, gli agricoltori e oggi proviamo a dare una risposta concreta a quello che ci hanno chiesto», sottolinea il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, parlando di «una misura che può contribuire a creare occupazione qualificata, lavoro stabile e nuove prospettive di sviluppo per il nostro territorio. Trasformiamo solo il 30% di quello che produciamo, mentre ancora tanti nostri prodotti partono alla volta delle industrie di altre regioni».

Per Paolicelli, «l’inserimento esplicito dei caseifici tra i beneficiari rappresenta una novità importante e una scelta precisa della Regione per sostenere un comparto che ha bisogno di investire in modernizzazione, qualità e capacità di stare sui mercati».