La Puglia si candida a diventare il nuovo hub del Mediterraneo per una serie di caratteristiche: elevata produzione di energia rinnovabile, presenza dei principali cavidotti sottomarini del Mediterraneo, basso rischio sismico, poli di ricerca e competenze tecniche avanzate oltre che una grande disponibilità di aree idonee, sulle quali la Regione è stata la prima in Italia ad aver definito specifiche linee guida sulla loro identificazione.
Ammontano, infatti, a circa 100 miliardi di euro gli investimenti in infrastrutture per data center annunciati o già in sviluppo in Puglia, una delle regioni italiane che sta crescendo più rapidamente nell’attrazione di capitali dedicati alle grandi piattaforme digitali e ai sistemi avanzati di elaborazione dati.
Un tema che sarà al centro dell’incontro di oggi, in programma a partire dalle 9,30 al Centro Congressi della Fiera del Levante, in occasione del Mediterranean Data Center Forum, l’appuntamento internazionale che mette al centro le strategie per la gestione dei dati e lo sviluppo dei data center nell’area del Mediterraneo.
L’organizzazione
Promosso da MedisDih, Distretto Meccatronico Regionale e Digital Innovation Hub pugliese, e organizzato da Pentastudio, l’appuntamento barese conferma l’urgenza del confronto: il mercato globale dei data center ha raggiunto nel 2024 un valore di 347,6 miliardi di dollari (fonte: Grand View Research) con una crescita prevista dell’11,1% annuo fino al 2030; in Italia vale oggi 5,7 miliardi di dollari (fonte: Imarc 2024) destinati a crescere in parallelo.
L’evento alla Fiera del Levante sarà scandito da una serie di tavole rotonde durante le quali operatori internazionali, investitori, istituzioni e aziende tecnologiche si confronteranno con l’obiettivo di approfondire le opportunità del settore e far incontrare domanda e offerta, produttori di data center e potenziali utilizzatori.
«Con questo convegno – dichiara Michele Ruta, professore del Politecnico di Bari e presidente di MedisDih – vogliamo trasformare la vocazione territoriale in progettualità concreta, aprendo cantieri decisionali che mettano al centro la sostenibilità misurabile, la resilienza delle connessioni, le competenze e la collaborazione tra istituzioni, imprese e ricerca».red.eco.










