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Crisi idrica, Paolicelli: «Gli invasi sono pieni ma non possiamo abbassare la guardia» – L’INTERVISTA

Il cielo della Puglia è tornato a farsi scuro e generoso di piogge, ma per l’agricoltura non è ancora tempo di chiudere l’ombrello dell’emergenza. Tra dighe che tornano a respirare e il fiato corto delle aziende strozzate dal caro-carburante, la cabina di regia della Regione non si ferma. L’assessore all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, fa il punto…
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Il cielo della Puglia è tornato a farsi scuro e generoso di piogge, ma per l’agricoltura non è ancora tempo di chiudere l’ombrello dell’emergenza. Tra dighe che tornano a respirare e il fiato corto delle aziende strozzate dal caro-carburante, la cabina di regia della Regione non si ferma. L’assessore all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, fa il punto su una stagione che si preannuncia caldissima, non solo per il termometro.

Assessore Paolicelli, gli invasi sono in ripresa, eppure l’emergenza resta. Perché non revocare lo stato di allerta?

«Sarebbe un errore imperdonabile abbassare la guardia proprio ora. È vero, la situazione è migliore rispetto ai mesi bui, ma la gestione idrica è un mosaico complesso. Abbiamo anticipato i tempi per mappare criticità, controllare pozzi e tubazioni. Con il presidente Decaro, il collega Piemontese e il capo di gabinetto Pellegrino abbiamo creato una task force permanente: monitoriamo ogni goccia per garantire alle nostre aziende l’acqua necessaria quando il caldo morderà davvero».

Dalla siccità del cielo a quella del portafoglio: pescatori e agricoltori sono sul piede di guerra per i prezzi folli di gasolio e fertilizzanti. La Regione come risponde?

«Siamo stati i primi a portare il grido di dolore della Puglia a Roma. Abbiamo ottenuto che il caro-carburante diventasse priorità nazionale in Commissione Politiche Agricole, trovando l’ascolto del ministro Lollobrigida. C’è un primo risultato concreto: useremo le risorse Feampa per sostenere i pescatori. Martedì prossimo definiremo le modalità dei contributi. Serve ossigeno subito, con misure strutturali condivise tra Stato e Regioni».

Il Programma di Sviluppo Rurale (Psr) sta cambiando pelle. Cosa dobbiamo aspettarci dai nuovi bandi?

«La nostra priorità assoluta sono i giovani: il ricambio generazionale non è uno slogan, ma l’unica via per non far morire le nostre campagne. Vogliamo bandi più snelli, veloci e meno burocratici. Il traguardo è ambizioso: non vogliamo solo produrre eccellenze, ma vogliamo che le aziende trasformino il prodotto direttamente qui, in Puglia, trattenendo il valore aggiunto sul territorio».

L’ombra della xylella purtroppo continua ad allungarsi, ora con preoccupazioni specifiche per il Gargano. Qual è la strategia per il Nord della Puglia?

«L’attenzione è massima. La parola d’ordine è tempestività: eradicare subito le piante infette e rispettare rigorosamente le ordinanze regionali per le lavorazioni dei terreni. Non possiamo permettere che il Gargano riviva il dramma che ha già ferito altre zone della nostra regione».

Cosa significa la nascita della facoltà di Agraria a Lecce?

«È una scelta strategica fondamentale. Avere un polo universitario dedicato alle scienze agrarie e vitivinicole nel Salento significa dire ai nostri ragazzi: “Studiate qui per cambiare la vostra terra”. La transizione ecologica e tecnologica non si fa per decreto, ma con le competenze».

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