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C’è tanta Puglia nella Fashion Week di Milano

la Puglia conta oltre 2.290 imprese attive nella fabbricazione di articoli di abbigliamento, pari al 6,2 per cento del totale italiano

C’è tanta Puglia nella Fashion Week di Milano

Le luci della Fashion Week milanese stanno illuminando le passerelle, ma il vero motore della moda corre lungo una filiera che attraversa l’Italia da Nord a Sud. In questa geografia produttiva, la Puglia occupa uno spazio tutt’altro che marginale. Mentre fino al 28 settembre maison e designer presentano le collezioni della prossima stagione, a emergere, in quest’ultima edizione, è anche il peso della manifattura. Quella rete di imprese che trasforma creatività e design in capi, calzature e accessori.

Sulla base dei dati presentati nell’ultima edizione di Samab, la manifestazione dedicata alle tecnologie e ai processi produttivi del settore tessile e abbigliamento, la Puglia conta oltre 2.290 imprese attive nella fabbricazione di articoli di abbigliamento, pari al 6,2 per cento del totale italiano, con più di 12mila addetti. La regione può vantare una posizione costruita nel tempo. Martina Franca e la Valle d’Itria rappresentano uno dei nuclei storici del tessile e del confezionamento, con una forte specializzazione nel capospalla e nella moda sposa e cerimonia. Nella Bat si concentra invece una parte significativa delle attività tessili, dell’abbigliamento e della calzatura. Il Salento, con il polo di Lecce e Casarano, conserva poi una competenza industriale particolarmente legata al calzaturiero. Si tratta, però, di una filiera che lavora molto spesso senza necessariamente comparire sull’etichetta finale.

Secondo una stima di settore, circa il 60 per cento del tessuto produttivo pugliese sarebbe integrato nelle catene di fornitura dei grandi brand nazionali e internazionali del lusso, a conferma del ruolo della regione nella manifattura conto terzi. È uno degli aspetti meno raccontati del fashion system. Il valore di una collezione può nascere lontano dalla passerella e attraversare territori specializzati prima di arrivare nelle boutique. La fotografia scattata dall’Osservatorio del Mercato del Lavoro di ARTI mostra, tuttavia, un comparto chiamato a gestire una fase di trasformazione. Nonostante il settore rappresenti una filiera strategica per la Puglia, il saldo tra attivazioni e cessazioni delle attività resta fragile. La sfida è dunque duplice.

Da un lato c’è la necessità di difendere un patrimonio di competenze manuali e produttive difficile da ricostruire; dall’altro quella di portare le aziende dentro la nuova manifattura, tra digitalizzazione, tracciabilità e sostenibilità. Le tecnologie stanno infatti modificando processi, organizzazione e competenze. Così, mentre Milano detta il ritmo della prossima stagione, la Puglia misura il proprio peso su un altro calendario: quello della produzione. La passerella dura pochi minuti, il capo nasce molto prima. E tra i distretti pugliesi si decide una parte concreta della capacità italiana di continuare a trasformare la moda in industria, lavoro ed export.