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Case popolari, De Nicolo (Arca Puglia Centrale): «Pratiche al setaccio. Costruiremo nuovi alloggi» – L’INTERVISTA

L’amministratore unico dell’Agenzia regionale annuncia nuovi interventi a Bari, Monopoli, Polignano e Putignano

Case popolari, De Nicolo (Arca Puglia Centrale): «Pratiche al setaccio. Costruiremo nuovi alloggi» – L’INTERVISTA
Piero De Nicolo, amministratore unico di Arca Puglia centrale

La macchina rigata, le gomme tagliate, le minacce. Piero De Nicolo non nasconde il prezzo personale della battaglia contro le occupazioni abusive delle case popolari. Ma l’amministratore unico dell’Arca Puglia Centrale non intende arretrare. L’inchiesta sui falsi nulla osta, con 23 persone per le quali la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio, apre ora un nuovo fronte: verificare quante altre assegnazioni e residenze possano essere state ottenute irregolarmente.

Che giudizio dà di quanto è emerso dall’inchiesta?

«È una follia. Noi avevamo denunciato quell’episodio, non sapevamo dove sarebbero arrivate le indagini. Oggi scopriamo che le persone coinvolte nella richiesta di rinvio a giudizio sono 23. Gli investigatori hanno fatto un lavoro serio».

Il fenomeno potrebbe essere più esteso?

«Questo non posso dirlo. Ma voglio andare a guardare dentro casa. Abbiamo dei Comuni e un periodo storico su cui lavorare: a Putignano e Gravina prenderemo tutte le pratiche dal 2020 e le esamineremo una per una. Bari è più complicata».

Quali saranno i prossimi passi dell’Arca?

«Ci costituiremo parte civile, quando ci saranno le condizioni processuali. Intanto ricostruiremo le posizioni delle persone coinvolte. Se risulteranno ancora occupazioni abusive, chiederò al prefetto di Bari una cabina di regia per intervenire, a prescindere dai tempi del processo».

Che cosa l’ha insospettita nel documento arrivato dal Comune di Putignano?

«Il logo era vecchio, non lo usavamo più da anni. Poi ho visto la firma di un nostro ex dipendente, andato in pensione quattro o cinque anni prima. Ho detto subito di rispondere al Comune che quella carta era falsa e di presentare querela».

In questa battaglia ha subito intimidazioni?

«Qualche cosa è già successa: macchina rigata, gomme tagliate. E minacce verbali. Sono venuti anche nei nostri uffici a minacciarmi, ma non davanti a me».

Perché ha deciso di esporsi così tanto?

«Quando capisci che ogni casa sottratta illegittimamente è una casa tolta a una famiglia in graduatoria, cominci a pensarci. Ci sono famiglie con due figli, quattro persone che vivono in condizioni difficilissime. Se hai un minimo di coscienza, non puoi ignorarlo».

Basterà recuperare gli alloggi occupati?

«No. Bisogna anche riqualificare il patrimonio e costruire nuove case. Per anni le consegne sono state pochissime: in cinque anni ho potuto consegnare una sola palazzina nuova, dodici appartamenti a Bitonto. Ora abbiamo risorse e programmi per cambiare passo».

Dove interverrete?

«Stiamo rifacendo San Girolamo, interveniamo a Mungivacca e abbiamo altri progetti a Monopoli, Polignano e Putignano. E ci sono i piani casa regionale e nazionale, che possono permetterci di recuperare abitazioni oggi inagibili».

Il rischio è che vengano occupate anche quelle?

«Per questo l’attività di contrasto va fatta prima. Non sia mai che comincino a occupare pure le case nuove. Quando si verifica un’occupazione bisogna intervenire subito».