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Caldo estivo, parte il progetto pilota per combattere “le isole di calore”

Numerose implicazioni negative per il sistema socio-ecologico urbano, poiché temperature più elevate danneggiano sulla salute

Caldo estivo, parte il progetto pilota per combattere “le isole di calore”

Un progetto pilota per far fronte ai cambiamenti climatici nelle città e dettare le linee guida per contrastare il fenomeno delle isole di calore urbane. Finanziato dalla Commissione Europea, ha visto la partecipazione di Enea, Università Roma Tre, Ecologic Institute di Berlino e PricewaterhouseCoopers-PwC Italia, e riporta numerose soluzioni per contrastare le cosiddette UHI (Urban Heat Island) che stiamo vivendo anche nelle città pugliesi. Questo processo determina temperature superiori nelle aree urbane rispetto alle aree naturali e rurali circostanti. Tale differenza va da una media di 3-4 °C, arrivando anche fino a 12°C e oltre in alcune megalopoli (as esempio Tokyo).

È direttamente causato dall’urbanizzazione, in quanto, sostituendo la copertura naturale del suolo, costituita da vegetazione e acqua, con materiali artificiali quali asfalto e cemento abbiamo alterato il bilancio energetico della città, creando un vero e proprio microclima più caldo. Ciò può avere numerose implicazioni negative per il sistema socio-ecologico urbano, poiché temperature più elevate non solo incidono direttamente sulla salute e sul benessere dei cittadini ma contribuiscono anche al peggioramento della qualità ambientale. Tra gli interventi suggeriti dal manuale e più semplici da applicare, anche per le nostre amministrazioni, ci sono le cosiddette «cool retrofit» degli spazi pubblici: aggiunta di vegetazione come alberi, arbusti ed erba per ridurre l’accumulo di calore e migliorare la qualità dell’aria, de-sigillare il terreno (sostituendo l’asfalto con superfici permeabili o vegetate), installare strutture ombreggianti, aggiungere elementi acquatici (sistemi di nebulizzazione, fontane) integrare materiali riflettenti.

Caldo estivo, parte il progetto pilota per combattere “le isole di calore”

Queste semplici misure aiutano a raffreddare l’ambiente circostante, abbassando le temperature locali e quindi mitigando l’effetto dell’isola urbana. L’integrazione del verde promuove allo stesso tempo la biodiversità. Ma non solo. Il discorso ha anche una valenza sociale: questi interventi possono creare spazi inclusivi e accoglienti che danno priorità alle popolazioni vulnerabili, inclusi bambini, anziani e comunità a basso reddito che potrebbero non avere accesso a spazi verdi privati o di raffrescamento.