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Il Sunia a Bari boccia il Piano Casa nazionale. Tra le criticità le occupazioni abusive: «In Puglia oltre mille»

Il Sunia a Bari boccia il Piano Casa nazionale. Tra le criticità le occupazioni abusive: «In Puglia oltre mille»

I 970 milioni di euro promessi dal governo guidato da Giorgia Meloni non basteranno a realizzare i 60mila alloggi popolari previsti dal «Piano Casa». Così come, per iniziare a districarsi tra le matasse dell’emergenza abitativa, si potrebbe partire con il liberare le case popolari occupate, che in Puglia sarebbero oltre mille. Sono i numeri forniti dal Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari (Sunia), nel corso della conferenza stampa organizzata ieri nella sede dell’Arca a Bari. All’evento hanno partecipato il segretario generale del Sunia Bari-Bat, Angelo Garofali, Piero De Nicolo, amministratore unico di Arca Puglia, l’assessore comunale di Bari alla Legalità Nicola Grassi e Marina Leuzzi, assessora regionale alle Politiche Abitative.
Il Piano Casa
Per il Sunia, il Piano Casa presentato dal Governo è irrealizzabile. La spiegazione sta proprio nei numeri: stanziare 970 milioni di euro per 60mila appartamenti significa impiegare circa 16mila euro ad alloggio. Una cifra irrealistica. «È del tutto evidente che le risorse sono clamorosamente insufficienti», dichiarano dal sindacato. «Il Piano Casa del Governo – proseguono – non potrà consentire un rilancio delle politiche abitative coerente con il fabbisogno abitativo richiesto dalle famiglie, nonché un sostegno verso gli ex Iacp che hanno un patrimonio molto vetusto». Aspre critiche anche nei confronti della scelta di nominare un commissario, sia per il compenso (ben 493mila euro all’anno), sia per la durata del mandato (due anni, ma l’Esecutivo prevede di spalmare gli interventi su un decennio).
Le occupazioni
L’evento ha fornito anche l’occasione per snocciolare i dati sulle case popolari occupate in Puglia. Secondo il Sunia sarebbero 1090 gli alloggi da riassegnare, 350 a Bari, cinquanta a Taranto, Foggia ne conta 500, Brindisi 150, Lecce «solo» 40. Quelli da riqualificare sarebbero invece ben 50mila.
Le proposte
«Al finto Piano Casa Nazionale – dichiarano da Sunia – chiediamo alla Regione di contrapporre un Piano Casa Regionale, con le risorse europee disponibili al fine di soddisfare la domanda di alloggi in locazione a lunga durata a canone concordato ed il coordinamento delle Arca pugliesi con fondi per il recupero edilizio del patrimonio ERP. Non ultimo – conclude il sindacato – lo strumento dell’urbanistica deve essere la leva per consentire alle Arca di valorizzare il proprio patrimonio, al fine di aumentarne l’offerta abitativa». Tra le altre richieste, vi sono il finanziamento del fondo affitti a sostegno delle famiglie a basso reddito, il rifinanziamento del fondo a sostegno delle famiglie sottoposte a morosità incolpevole, gli interventi fiscali a sostegno della locazione a lunga durata e l’azzeramento dell’Imu a carico delle case popolari.