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Amati torna nel Pd, il caso finisce in Commissione di garanzia del partito

Amati torna nel Pd, il caso finisce in Commissione di garanzia del partito

Si profila uno scontro politico e forse giudiziario sull’annunciato rientro dell’assessore al bilancio Fabiano Amati nel Partito democratico.

Nel fine settimana l’ex coordinatore di Azione ha annunciato di aver sottoscritto una tessera online: «Non ho negoziato nulla con nessuno, tanto meno la ricandidatura nelle liste del Pd che non ho chiesto. Le posizioni di una cultura europeista, liberale e democratica possono avere casa nel Pd di Schlein, nella giunta Emiliano e nel futuro di questa regione guidata, come auspico, da Decaro».

A rovinare il progetto di Amati, però, c’è il segretario dem Domenico De Santis: «L’assessore Amati risulta un esponente di altra forza politica e fino a pochi mesi fa era commissario della stessa. Chi fa parte o ha fatto parte di altri partiti, civiche o gruppi consiliari diversi dal nostro non può essere iscritto al Pd per i due anni successivi. Amati, non potrà nemmeno essere candidato nelle nostre liste sia per ragioni statutarie che politiche. Il Pd non è un autobus turistico».

Lo scenario

Una posizione chiara e netta che suona come una vendetta politica contro Amati, “reo” di aver schierato il suo ex partito, Azione, a sostegno di Giuseppe Marchionna, candidato sindaco del centrodestra risultato vincente alle ultime comunali di Brindisi. Di qui lo scontro frontale che potrebbe continuare nei prossimi giorni e finire dinanzi alla Commissione di garanzia del Nazareno, chiamata a riportare la pace tra Amati e De Santis.