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Cerignola, pubblicità choc: la città finisce in un video per vendere antifurti

Secondo l’Amministrazione comunale la città sarebbe stata rappresentata attraverso immagini e riferimenti ritenuti stereotipati

Cerignola, pubblicità choc: la città finisce in un video per vendere antifurti

L’immagine di Cerignola come caso emblematico utilizzata per vendere dispositivi elettronici contro i furti d’auto. È questo il fatto finito all’attenzione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), dopo un esposto presentato dall’assessora alla Sicurezza del comune, Teresa Cicolella. Al centro della segnalazione c’è un video promozionale diffuso online da una pagina riconducibile a una presunta azienda. Nel contenuto, secondo l’Amministrazione comunale, la città sarebbe stata rappresentata attraverso immagini e riferimenti ritenuti stereotipati e non corrispondenti alla realtà, con l’obiettivo di promuovere la vendita di sistemi destinati alla protezione delle automobili dai furti.

Una modalità che il Comune considera impropria e potenzialmente fuorviante, perché rischierebbe di associare il territorio a un’immagine distorta e non verificata, utilizzata come leva commerciale. Da qui la decisione di chiedere l’intervento dell’Agcm per verificare il contenuto e le modalità della comunicazione pubblicitaria, ma anche per valutare eventuali profili di scorrettezza nei confronti dei consumatori e della stessa identità cittadina. «Ho regolarmente presentato un esposto all’Agcm, segnalando la pagina e le modalità utilizzate per promuovere i propri prodotti», ha dichiarato Cicolella. L’assessora ha inoltre segnalato il video a «Meta» e invitato i cittadini a utilizzare gli strumenti di segnalazione della piattaforma per contribuire alla rimozione del contenuto.

Parallelamente, il Comune ha annunciato l’intenzione di procedere con una diffida formale nei confronti della presunta azienda, chiedendo l’immediata cessazione della diffusione del video e la sua eliminazione dai canali online. L’obiettivo è tutelare l’immagine della città da utilizzi ritenuti impropri o strumentali. Ora la parola passa agli organismi competenti, chiamati a esaminare la documentazione e a stabilire se vi siano state violazioni delle norme sulla pubblicità e sulla corretta rappresentazione dei territori. «Continueremo a tutelare l’immagine e il nome della nostra città ogni volta che verranno utilizzati in maniera impropria e fuorviante», ha concluso Cicolella.